22. agosto 2005

Ad esempio a me piace il Sud

Che io vi benedicaIl sud non l’avevo mica mai visto io. A sud il punto più a sud dove ero mai stato era Napoli ma per un giorno e per lavoro, che è come non andarci. Invece ora l’ho visto, ci son stato, non ho girato mica tanto, eravamo stanchi e volevamo soprattutto riposarci e star tranquilli, che le vacanze per vedere i posti le possiam fare poi un’altra volta. Però posso dire di averlo visto, un pochino, il sud. Ho visto la terra rossa rossa, le case mai finite, che pensavo fosse per un affascinante senso di non aver bisogo di finire le cose, che a un certo punto stanno in piedi e allora va bene così, poi m’è venuto il dubbio che sia per non pagare l’ici ma mi piace di più la prima ipotesi, ho visto le facce dei vecchi e ho sentito quella strana accento un po’ aspirata che già conoscevo, ho visto le facce dei miei amici e la mia passare dal bianco al rosso al nero allo spelato, ho visto il traffico senza senso, ci siamo visti ridere fino a piangere, ci siamo agitati ci siamo strafogati di pesce e ci siamo addormentati un po’ ovunque. E adesso è dura ricominciare, quando hai la testa ancora là.

“Chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s’accorciano e le lampade multicolori s’accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, gli viene da invidiare quelli che ora pensano d’aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici.” – I. Calvino