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19 luglio 2005

Stile libero

Io, faccio un po’ questa confessione che secondo me l’ho fatta poche volte in vita mia, però visto il periodo ci sta, io ho un po’ paura del mare.
So nuotare eh, so che sto a galla, so fare un po’ lo stile libero, in acqua so muovermi, però io ho paura quando non so dove aggrapparmi. Devo avere un punto stabile e solido che mi sembri raggiungibile in caso di emergenza, chessò un crampo o un po’ d’acqua di traverso o una medusa o uno squalo o qualsiasi cosa, che ho il problema che mi entra l’acqua dal naso che c’ho il naso che da fuori è normale ma di dentro si vede che è fatto strano e se mi va la testa sotto mi entra tutta l’acqua, ecco io devo avere la riva vicina, o un gommone, o un qualcosa che galleggia a cui aggrapparmi. Ecco. E qualcuno ha osato vedere in questo una grande metafora del mio modo di rapportarmi a certe situazioni affettive.
A me quando mi dicon queste cose mi vien bisogno di un salvagente.

Puoi chiamarlo nuotare se ti spaventa o forse amore – Subsonica

14 commenti

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1. atena46 ha scritto il 19 luglio 2005 alle 07:00

A me capita la stessa identica cosa, tra l’altro è un po’ strano sentir parlare delle proprie paure recondite da qualcun altro in modo così chiaro… la cosa ancora più divertente per me è che anche la vicinanza degli scogli mi dà un’angoscia. Hai presente quando ti avvicini e l’acqua è profonda e sotto vedi tutto scuro, e tu vedi che hai lì gli scogli e non capisci più se vederli più come appiglio o come problema?… Ecco. E lì hai voglia a sentir paragoni con le vari situazioni…
Altro che salvagente, se vuoi un passaggio sul canotto fai un fischio.

ps. spettacolo il tuo blog!! 😀

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2. cat ha scritto il 19 luglio 2005 alle 09:26

..bisogno di una boa? 😉
tanti complimenti per il tuo blog, mi piace davvero tanto.
saluti, cat

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3. kumquat ha scritto il 19 luglio 2005 alle 10:08

a me piace tantissimo il mare, ma non so nuotare…
sarebbe interessante studiare questa versione 😉

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4. ChicaVQ ha scritto il 19 luglio 2005 alle 10:30

Nei mari della luna i tuffi non si fanno
non c’è una goccia d’acqua, i pesci non ci stanno
che magnifico mare, per chi non sa nuotare!

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5. cofano ha scritto il 19 luglio 2005 alle 11:00

@ atena: grazie! (per il complimento e per il gommone)
@ cat: grazie anche a te, ma per la boa mi sa che mi conviene imparare a non aggrapparmi
@ kum: uh, interessante davvero 😉
@ chica: Per la sua uguaglianza universale…
per l’indipendenza di ogni particella dalle altre, solo due parti di idrogeno per una di ossigeno..
per la libertà del suo stato liquido, solido, gassoso, nel ciclo della pioggia e nelle correnti..
per la variabilità da quiete a tempesta…

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6. ChicaVQ ha scritto il 19 luglio 2005 alle 11:37

Per la sua spinta dal basso verso l’alto uguale alla massa del liquido spostato…
per la commovente resistenza dei ghiacciai ai mutamenti climatici per niente scontati…
per la pazienza dei bagnasciuga a Ferragosto…

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7. cofano ha scritto il 19 luglio 2005 alle 11:55

“La pazienza dei bagnasciuga a Ferragosto” per me è bellissima

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8. Shameless ha scritto il 19 luglio 2005 alle 13:21

A me invece piace un sacco nuotare fino a largo, e poi scendere dove non vedo il fondo: poter solo contare su di me insomma. In questo si potrebbe vedere una metafora del mio rapporto con le sostanze alcoliche, ma non ne sono certo.
Al contrario ricordo mio nonno, che diceva come Mingardi in una sua canzone, che nel are non c’entrava perchè era d’acqua. Ma se fosse stato di vino…

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9. Maxime ha scritto il 19 luglio 2005 alle 15:30

Succede la stessa cosa anche a me. Non credo si possa definire paura del mare. Piuttosto la chiamerei responsabilità, previdenza, sicurezza. Io lo scherzo che odio di più è quando mi tuffo dal pattino, al largo, e quelli che sono rimasti a bordo scappano via…

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10. cofano ha scritto il 19 luglio 2005 alle 17:06

@ shame: ah, la saggezza degli anziani… (compreso Mingardi, che ormai c’ha un’età)
@ Maxime: in giro c’è gente di un dispettoso, ma di un dispettoso…

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11. Antar ha scritto il 19 luglio 2005 alle 21:49

Se ti morde uno squalo con la ciambella ci fai poco…

…per l’acqua nel naso prova a soffiare quando sorti il capo dall’acqua ;P

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12. speck ha scritto il 20 luglio 2005 alle 10:01

Non sei l’unico…pure io ho timore dell’acqua…del mare…
Da piccolo proprio nn volevo metterci piede…avevo paura dei granchi…ma in realta’ forse la paura mi arrivava dal fatto che a 1 anno e mezzo – 2 anni rischiai di annegar nella vasca da bagno…forse lo shock deriva da quello…ho imparato a star a galla solo da maggiorenne ma nn vado dove nn tocco.

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13. ibrab ha scritto il 20 luglio 2005 alle 11:14

dovresti diventare subbbbacqueo: restare sospeso nell’acqua elimina qualsiasi bisogno di aggrapparti. soprattutto dopo aver distrutto il reef a colpi di pinna e manate maldestre.

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14. cofano ha scritto il 21 luglio 2005 alle 11:32

@ antar: uh… soffiare acqua… perchè non pensato prima? ;-P
@ speck: quanto ti capisco
@ ibrab: “Subbacqui… quanto può andare sotto un subbacquo??? quanti minuti ci vuole prima che un subbacquo riemerge da sotto??? è vero che alcune pinne non vengono + via??? Se si incontra un palombaro e un subbacquo sono colleghi o no? secondo me sono colleghi lavorano tutti e due nel mondo subbbbacquo… SUBBACQUI su… RIEDUCATIONAL CHANNEL!”

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