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11 luglio 2005

Catch the wave

E poi qualcuno ancora mi chiede perchè io e lui non andiamo a vivere insieme.
Eravamo lì in cucina, venerdì sera, anzi sabato mattina che erano le 4, più o meno, e prima di andare a letto G mi dice “ci tagliamo un po’ di salame e aspettiamo l’alba in terrazzo?”. Va bene, io prendo la coca in frigo e G taglia il salame. No niente alcolici che abbiamo già dato abbastanza.
La coca la trovo sotto forma di due bottiglie da un litro e mezzo legate insieme con nastro adesivo cocacoloso: vanno staccate. Prendendole entrambe per il collo ne tiro una per un verso e l’altra per il verso contrario, mettendoci forza che quel cazzo di nastro è bello resistente.
G, che sta tagliando il salame, mi guarda con la faccia preoccupata, tipo come se stessi per fare un danno e viene da me col coltellazzo in mano: “lascia fare” mi dice.

Capisco cosa vuol fare e prendo le due bottiglie per il collo e le alzo, braccia tese, all’altezza della mia faccia, in modo che dando una coltellata non è difficile prendere il nastro adesivo che le lega. Per dare al tutto un aspetto di sacralità mi metto con un ginocchio a terra, il capo chino.
Lui, pensando di avere una Hattori Hanzo in mano, novello Gamon, tira un fendente dall’alto verso il basso. E invece di prendere il nastro centra una bottiglia.
Uno tsunami di cocacola si alza fino a due metri e mezzo di altezza, io alzo la testa e rimango paralizzato a bocca aperta dallo spettacolo e non riesco neanche a mettere una mano davanti alla coca che esce dalla bottiglia ma rimango lì, inginocchiato con la bottiglia alta davanti a me, un tedoforo catatonico, una statua della libertà genuflessa: tutto il contenuto della bottiglia, diventato una scura onda anomala, investe G, che a sua volta immobilizzato dalla spettacolarità dell’evento si lascia lavare completamente, bagna un po’ la porta alla sua sinistra e lava tutto il muro alle sue spalle.
Ai primi soccoritori intervenuti sul posto la scena che si presenta è agghiacciante: cocacola per terra dappertutto, un muro una volta color salmone ora diventato marrone e due cretini che si tengono in piedi a vicenda, lacrime agli occhi, per non cadere dal ridere.

15 commenti

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1. Steelrain ha scritto il 11 luglio 2005 alle 12:23

E pensa se fosse stato miele, anzichè cocacola 😀
Mi sono immaginata la scena: esilarante!

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2. Maxime ha scritto il 11 luglio 2005 alle 15:55

E meno male che hai ancora la testa…

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3. Antar ha scritto il 11 luglio 2005 alle 17:19

Ho iniziato a pensare le risate idiote già all’inizio della descrizione.
Secondo me, se hai qualcuno con cui ina scena del genere ti fa ridereinvece di mandarti in paranoia penzando alle conseguenze, devi andarci a vivere subito, suscitando le invidie di tutti i conoscenti

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4. kumquat ha scritto il 11 luglio 2005 alle 17:53

questa è veramente strepitosa… ho riso come un’idiota anche io, l’immagine era parecchio vivida! 😀

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5. theo ha scritto il 11 luglio 2005 alle 21:21

Che due ganzi 😀

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6. trenta ha scritto il 12 luglio 2005 alle 01:09

sei stato nominato! 🙂

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7. cofano ha scritto il 12 luglio 2005 alle 08:56

@ steel: certo una bottiglia da un litro e mezzo di miele faccio fatica a immaginarla… 😉
@ max: ma davvero, e tutte le dita
@ antar: mmmmh sì in effetti come ragionamento sta in piedi, vero che però poi ci parte uno stipendio per la manutenzione della casa
@ kum: vè chi c’è! Ho visto che hai postato di nuovo: bentornata!
@ jtheo: figosi, per dirla alla Zoolander
@ trenta: aiut! Checè? Un’altra catenazza eh?

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8. E. ha scritto il 12 luglio 2005 alle 11:16

tu,è ufficiale,non mi vuoi + bene.Niente più comparsate,nè msn.Ok,ci lasciamo,ma almeno restiamo amici?;-P

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9. Theo ha scritto il 12 luglio 2005 alle 14:33

Yo zoolander Yo!

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10. monicabionda ha scritto il 12 luglio 2005 alle 14:58

fate un mutuo-manutenzione, e poi siete belli che a posto 😉
Il guaio dell’immaginazione vivida: dopo la cocacola, mi sono vista il film con la fanta, con l’acqua tonica (che forse sarebbe andata meglio, macchia meno, ma l’effetto onda anomala era altrettanto garantito)… e con il vino frizzante rosso, magari di quelli fatti dal contadino… Pareti astratte post-moderne a chiazze viola e rosa 😀

ps: perché il tuo blog non tiene memorizzati i miei dati, che ogni volta che scrivo il mio nome dimentico una lettera? ciao

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11. cofano ha scritto il 12 luglio 2005 alle 15:05

@ E.: ma non è veroooo!! E’ che su MSN, ora che ci guardo, non ti vedo più nella lista 😐 Riaggiungimiciti! O riaggiungoti? Con che user (magari scrivimelo in mail)?
@ monica: non so come mai non tiene i dati, ma è un problema del tuo pc credo, occhio e croce qualcosa che ha a che fare coi cookie, che non sono biscottini ma file che si ricordano di te quando torni qua. Lo stesso problema ti si ripresenta su altri blog NON splinder?

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12. Noantri ha scritto il 12 luglio 2005 alle 16:06

Mi ricorda quando lanciai deliberatamente una Speedy Pizza sul soffitto di casa di un mio amico. Si appicciò dalla parte del pomodoro e il mio amico, invece di ridere, mi tagliò una ciocca di capelli con le forbici.
[Ste]

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13. intempestiva ha scritto il 13 luglio 2005 alle 11:22

Jtheo una volta (era ancora un giovane idealista) diede il bianco nella nostra cucina.
Era un’estate torrida.
Surreale, che in codice chiamerò “nostra sorella”, andò a comprarsi una coca cola , forse giusto il giorno dopo.
La lattina le cadde giù dalla trombe delle scale per tre piani.
Stanca e accaldata scese, tornò sù si accasciò in cucina ed aprì…

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14. monicabionda ha scritto il 14 luglio 2005 alle 12:27

allora: unico blog non splinder frequentato e commentato – http://www.eriadan.it – non presenta lo stesso problema;
biscottini: sul pc saprei anche dove trovarli, ma, mannaggia, io lavoro su mac qui e non mi oriento abbastanza!!! cosa posso fare?

o meglio, lo so cosa posso fare – mi tengo un file con tutto giusto e all’occorrenza copio-incollo… che tanto sono già abbastanza dislessica per conto mio… Buona giornata :-))

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15. E. ha scritto il 14 luglio 2005 alle 19:37

Ciccio,io sono sempre the_angie@katamail.com.
BRUTTOCATTIVO.
E.

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