27. giugno 2005

Macchie


Io vedo le macchie da un sacco di tempo, fin dall’adolescenza. Più guardo cose chiare e più ne vedo: sono dei grumi di non so cosa che si son formati nell’umor vitreo degli occhi durante lo sviluppo e mi tocca tenermeli. Non ci faccio granchè caso eh, oramai, è una cosa normale. Però se ci penso è fastidiosa questa cosa, il fatto di non poter vedere una cosa senza le macchie davanti.
L’oculista da cui ero stato mi aveva detto che c’è poco da fare, di abituarmici e basta. Mia madre, per tranquillizzarmi, m’aveva detto di non pensarci troppo che uno che conosce gli era venuto l’esaurimento nervoso per questa cosa e da allora non è più stato lo stesso. Santa donna, sempre le parole giuste al momento giusto.
Che macchie sono? Mah son più delle righe, dei grumetti di roba, dei filamenti: ora scrivendo ne vedo diversi proprio qui sotto le parole che sto digitando. Il gioco è che non sono fisse, sono nell’umor vitreo e quindi si muovono. Quando giro gli occhi loro arrivano dopo un po’ e il giochino sta nel muovere gli occhi in modo da farle finire dove voglio. Ora sovrappongo quella macchia lì piccolina al punto di questa frase. Non è mica facile. Ecco fatto. E’ un passatempo divertentissimo. E quella storia dell’esaurimento nervoso non mi sfiora proprio.

Senti un po’, Bloom*

Sai di cosa ho voglia, Bloom? Di cose sane, di azioni-reazioni comprensibili, di cerchi che cerchiano e che non debbano per forza quadrare. Ho voglia di svegliarmi perchè non ho più sonno e non perchè la testa grida, ho voglia di mangiare per fame e non perchè tocca farlo, ho voglia di bere per il gusto del vino e non per il bisogno di stordirmi.
Sono stanco, Bloom, mi fa male la schiena e mi piangono gli occhi. E la bocca, mi fa male la bocca: parlo per ore e non mi capiscono, faccio ragionamenti che se vuoi li potresti vendere tanto son belli, son belli e filano, ma li capisco solo io quindi non te li comprerebbe nessuno. E li capisco perchè sono ubriaco, ragionamenti che durano una sera e basta. Dovresti venderli insieme a me e a una botte di cuba libre: diventa un affare impegnativo.
Ho un bel da dire… “sono una testa semplice” dico a tutti, lo dico per comodità, lo dico perchè non ho voglia di star lì a spiegarmi, e non ho neanche tanta voglia di pensarmi. Ma fidati Bloom, in questa testa di semplice c’è davvero poco.

* “Ah Bloom, per bere occorre stappare, non si può fare da riva.” – Marco Paolini