08. giugno 2005

In questa scura pianura

Ci son giornate così, che finiscono così, in giro in macchina con una lattina di Moretti comprata all’automatico (che se quelli che fan le macchinette fossero intelligenti eviterei di farmi la doccia quando la apro), un pacchetto di Chesterfield pieno e il buon Vinicio che ti canta le cose che ti piace sentire, che hai bisogno di sentire, che vorresti avere.
Che il bello, e il brutto, è proprio quello, che non ti sembra di chieder tanto, anzi magari guardandoci ben sotto ti senti anche in diritto di averlo, che nessuno ha mai chiesto di giocare a mosca cieca ma ti ci obbligano e ti tocca farlo e devi stare attento, che i muri son duri e li conosci bene, e allora stacchi e giri i tuoi posti di sempre, che se son le sicurezze le cose di cui hai bisogno, allora sta pur sicuro che un po’ di fossi e un po’ di campi col frumento ormai pronto sono il miglior posto dove lasciar morire questa giornata senza appigli.