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12 maggio 2005

Live for today, gone tomorrow. That’s me.

A prendere e sfogliare i miei giorni e i miei anni, a rileggerli pian piano o anche veloci facendo shffrrrrr con le pagine, cambia poco: c’è un gran casino. Niente di terribile, niente da finire sui tg, niente di eclatante. Solo un gran casino. Tipo come la mia scrivania dopo una botta d’aria corrente. Ma anche tipo come la mia scrivania adesso.
C’è poco da fare: sarai mai felice? m’han chiesto ieri sera, complice il buon vino. Felice sì, spesso e volentieri, soddisfatto non credo (dove l’ho già sentita? Ally MacBeal credo, fa te che citazioni). Ma perchè scappi da tutto? Hai paura? Macchè paura, macchè scappare. Son solo irrequieto, a periodi però. E questo è un periodo di quelli, il più lungo finora. La tua ex dice che avevi paura… la mia ex ha guardato solo sè stessa, con l’arroganza giusta di chi si sente parte lesa. La tua amica dice che non sei un buon amico… lo dice perché non le basta quello che sono e che so darle adesso.
Ho sempre una risposta pronta, io. Spesso son risposte del cazzo. A volte son risposte così pronte che alla fine si contraddicono. Son le risposte del bambino che fa spallucce o dell’anziano che non ci sente.
Con questo brutto vizio di voltarmi indietro mentre corro, a guardare quello che ho lasciato senza vedere il muro contro cui sto andando a sbattere, a gambe belle alte per non inciampare e provando a svoltare ogni tanto, schivandone così qualcuno, di questi muri.
Ma mica tutti, e ti ritrovi per terra col fiatone e un livido in fronte, senza sapere dove stavi correndo e perché. E stupido come la più stupida delle bestie stupide ti rialzi e ricominci a correre.

7 commenti

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1. Omar ha scritto il 12 maggio 2005 alle 14:23

Ieri sera mi sono letto tutto “Della felicità ad oltranza” di Ugo Cornia…..Ho trovato una grande somiglianza con il tuo scrivere… e anche con alcuni tuoi contenuti.
But at least, how do you feel?

See you

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2. ZannA ha scritto il 12 maggio 2005 alle 14:47

che poi, svangata la giornata di lavoro e guardando indietro le dodici ore di scarso fatturato, a casa, nella quiete e nel pensiero pettinato col vino, ci si sente tutti cosi’. e poi il giorno dopo udito lo sparo dello starter si riparte. magari non si scatta ma si macina comunque terreno.

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3. cofano ha scritto il 12 maggio 2005 alle 18:32

@ omar: che gran libro! Ora devi leggere anche gli altri due però (“Quasi amore” e “Roma”). E se mi dici così mi fai un uomo felice 🙂
@ ZannA: sì, lo scatto manca molto

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4. ibrab ha scritto il 13 maggio 2005 alle 08:26

‘ti alzi e ricominci a correre’ per poi accorgerti che stai correndo da sempre in circolo…
ibrab

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5. Omar ha scritto il 13 maggio 2005 alle 08:49

Sì è vero, è un bel libro tra l’altro ne parlavo ieri sera con un mio amico discutendo sul concetto di libertà ricordando la way of life del nostro amico Bobo :”..a me non me ne frega un cazzo..”.
Però la prosa del Cornia non é una delle mie preferite meglio i contenuti, davvero. Leggerò anche gli altri (se li trovo in biblioteca) mi dispiace solo che quando ha fatto una serata di incontro (con pizza a seguire) a Maranello non sono riuscito ad andarci.
Comunque quì stiamo allontanandoci dal contenuto del tuo post. Definire contenuti post unità carbonio Cofano….

Saluti

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6. kumquat ha scritto il 13 maggio 2005 alle 13:57

non si corre sempre in circolo, non sono d’accordo. a volte riconosci quella casa perchè ci sei già passato davanti, ma solo a volte. di solito ci sono colline nuove, e strade, e muri appena tirati su dove tirare le testate.

cof, lo so che sono ripetitiva, ma questa pianura umida e acquosa deve mettere dei pezzettini uguali nei cervelli di chi ci abita…

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7. Gorgogolio ha scritto il 13 maggio 2005 alle 13:59

Occhio che il testo è tagliato nella parte destra guardando il monitor 🙂

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