26. maggio 2005

Accordi

Secondo me farebbe bene a tutti saper suonare la chitarra. E’ terapeutico. Ma mica saperla suonare da dio, fare assoli o robe difficili, no no, basterebbe fare accordi. Io fin da quando ho imparato, ma proprio dai primissimi tempi, ogni tanto mi metto lì con la chitarra acustica e faccio un accordo, uno solo, e lo suono per un sacco di tempo, lo arpeggio o lo strimpello, ma sempre lo stesso. Certo, fa un po’ fuori di testa, ma se sono un po’ triste e mi metto lì e faccio, chessò, un si minore, la tristezza che magari mi uscirebbe dagli occhi finisce lì, si unisce alla tristezza del si minore e ci si appoggia finchè non sparisce. O se al contrario sono felice, niente di meglio che girare attorno a un re maggiore, farlo squillare e farlo cinguettare, che il re maggiore è una ragazzina stupida che fa la sciocchina e ti fa sorridere. Ho bisogno di sicurezza? Un bel DO, con due spalle così, che mi porta al bar e mi offre da bere e mi dice vedrai andrà tutto meglio. Il LA invece è la mamma, mi accarezza sulla testa e mi spiega che basta solo lei, che finchè c’è lei va tutto bene, il LA mi vizia e mi rimbocca le coperte. Il MI minore invece è un vecchio di montagna, che racconta storie tristi con gli occhi lucidi e la voce profonda e un toscano fra le dita, e non puoi fare altro che stare lì ad ascoltarlo.
Ogni accordo è un personaggio che sa farmi compagnia,
compagnia a me, che è evidente,
sono un malato di mente.
O yeah.
(SOL)