31. maggio 2005

La pazienza del leone

Io ho sempre avuto questo difetto, che a me sembra più un pregio ma vabbè, che consiste nel fatto che spesso e volentieri ascoltando una canzone capisco pomo per pero.
Fin da bambino con le canzoni dei cartoni animati, sentivo cose strane, che però mi suonavano benissimo quindi non mi veniva neanche il dubbio che potessero essere sbagliate: un esempio per tutti “Gibba, cuore d’acciaio Gibba” nella sigla di Jeeg, che un po’ me lo chiedevo chimminchia fosse sta Gibba, ma oh, se l’han messa nella sigla, sarà qualcuno di importante che m’è sfuggito.
Solo che, finchè succede da bambini, è anche normale, un po’ tutti abbiamo almeno una canzone della quale abbiam capito male un pezzo e l’abbiam cantata sbagliata per anni.
Il mio problema è che mi capita ancora, anche piuttosto spesso.
E per questo un po’ di mesi fa, cantando i Tiromancino, un mio amico mi ha fermato e mi ha detto “scusa, ricantala un attimo…”
E io “…ed avere, la pazienza del leone…”.
Ride. Tanto. “Guarda che dice “la pazienza delle onde”, e infatti aggiunge “di andare e venire”…”.
Tuttora mi prendono in giro per questa cosa, ma a me piace ancora pensare a questo leone, che va avanti indietro per la savana con pazienza certosina in attesa della propria preda… tzè, le onde, scontàti.

27. maggio 2005

Voglia di Sud

A me il FuoriOrario, il circolo dove vado tutti i venerdì, piace soprattutto quando fan le cose tipo stasera, che c’è la festa del salento. Ogni tanto le metton su quelle canzoni lì tipo taranta o pizzica o comunque che sanno di sud, è c’è un sacco di ragazze che si mettono a far girare la gonna lunga tenendola per i fianchi e battendo con la punta del piede per terra, facendo perno sull’altro, e facendo svolazzare i lati della gonna avanti e indietro.
Ecco in quei momenti resto incantato, tra la musica e il movimento delle gonne, e penso che io il sud non l’ho mai visto e prima o poi ci devo andare, che voglio andare alle feste di paese e alle sagre e sentire la taranta e la pizzica e guardare le signore anziane che la ballano anche loro, e sentirmi parte di un’Italia che da queste parti, troppo spesso, s’è raffreddata e rinsecchita.
La canzone che sentite qui si intitola “L’Imperatore” e loro sono “Il parto delle nuvole pesanti”, dalla Calabria.

26. maggio 2005

Accordi

Secondo me farebbe bene a tutti saper suonare la chitarra. E’ terapeutico. Ma mica saperla suonare da dio, fare assoli o robe difficili, no no, basterebbe fare accordi. Io fin da quando ho imparato, ma proprio dai primissimi tempi, ogni tanto mi metto lì con la chitarra acustica e faccio un accordo, uno solo, e lo suono per un sacco di tempo, lo arpeggio o lo strimpello, ma sempre lo stesso. Certo, fa un po’ fuori di testa, ma se sono un po’ triste e mi metto lì e faccio, chessò, un si minore, la tristezza che magari mi uscirebbe dagli occhi finisce lì, si unisce alla tristezza del si minore e ci si appoggia finchè non sparisce. O se al contrario sono felice, niente di meglio che girare attorno a un re maggiore, farlo squillare e farlo cinguettare, che il re maggiore è una ragazzina stupida che fa la sciocchina e ti fa sorridere. Ho bisogno di sicurezza? Un bel DO, con due spalle così, che mi porta al bar e mi offre da bere e mi dice vedrai andrà tutto meglio. Il LA invece è la mamma, mi accarezza sulla testa e mi spiega che basta solo lei, che finchè c’è lei va tutto bene, il LA mi vizia e mi rimbocca le coperte. Il MI minore invece è un vecchio di montagna, che racconta storie tristi con gli occhi lucidi e la voce profonda e un toscano fra le dita, e non puoi fare altro che stare lì ad ascoltarlo.
Ogni accordo è un personaggio che sa farmi compagnia,
compagnia a me, che è evidente,
sono un malato di mente.
O yeah.
(SOL)

25. maggio 2005

Piccola città bastardo posto

E’ ufficiale, l’han detto, ho visto il servizio in tv stamattina, han firmato anche delle carte e stanziato 160 milioni di euro, e a me continua a sembrare una roba da morir dal ridere: costruiranno la metropolitana leggera a Parma.
Metropolitana leggera vuol dire, se non ho capito male, che in parte viaggia scoperta, tipo tram. Ora non tutti conoscono Parma, quindi mi sembra giusto dare un po’ di numeri: 175mila abitanti circa (un paesone), l’autobus col numero più alto che io abbia mai preso è il 13 (ma è passato tanto tempo quindi magari oggi arriviamo anche al 15), una tangenziale che fino a qualche anno fa eravamo la barzelletta d’Italia, che c’erano i semafori, tangenziale che tutt’ora deve ancora finire il giro completo nel senso che aggiungi un pezzo aggiungine un altro non sono ancora riusciti a farli combaciare per bene, tangenziale in alcuni punti ancora ad una (UNA) corsia per senso di marcia.
Secondo me a questi gli sembra di stare in una città più grande, se ci hanno la metropolitana, gli sembra di essere più importanti, che con la linea che va da nord a sud ci mettono meno ad andare dall’autostrada al Campus: dalle carte sembra che la linea sarà lunga 12 chilometri… deve essere la prima metropolitana del mondo fatta a chiocciola, che andare da lì a là secondo me occhio e croce saranno la metà a dir tanto.
E ora capisco anche il senso di questo catafalco di impianto di lavorazione del cemento che han tirato su qua vicino a casa mia: tra alta velocità e metropolitana questi han fiutato ‘o bisnès.
Ma ahimè, c’è poco da fare, qui son fatti così: mostriamoci per quello che ci piacerebbe essere, che quello che siamo, sotto sotto lo sappiamo, è proprio poca roba.

24. maggio 2005

La catena di San Tommaso

Mi stavo preoccupando: ok che giro meno per blog, e commento meno, e insomma la mia vita blogger è più tranquilla di una volta, ma che nessuno mi avesse ancora reso partecipe della catena che sta girando in questo periodo mi faceva sentire molto Calimero. Poi il buon vecchio fratellaccio ZannA (che ha ripreso a scrivere e non me n’ero accorto) mi ha passato la palla e quindi alè, sotto:

Volume totale dei File Musicali sul mio pc: su questo 5,95 Gb, sull’altro un giga e un po’, su quello in casa circa un altri 20 Gb

L’ultimo cd che ho comprato: se non sbaglio, ma non credo, direi “Buoni o cattivi” di Vasco.

La Canzone che sto ascoltando adesso: “Un numero” degli Apres La Classe (un numero!! solo e sempre un numero!!!)

Cinque canzoni che ascolto spesso o che significano molto per me:
Ti sento – Ligabue
Incontro – Guccini
Not an addict – K’s choice
Una giornata senza pretese – Vinicio Capossela
Cannonball – Damien Rice

Cinque persone a cui passo il testimone:
Venedikt, ChicaVQ, Phoebe, Traminer, Jaded Eyes

23. maggio 2005

Finchè la barca va

Cristosanto, è imbarazzante: c’ho una che mi manda i messaggini porni. Non so bene cosa le ha preso, non c’ho mai fatto niente, solo un po’ il brillantone tipo un anno fa ma non l’ho mai neanche sfiorata nè tantomeno ci sono uscito, e adesso, dopo che l’ho rivista a ballare qualche sera fa, mi arrivano delle robe che non si capisce. Che non è che adesso faccio quello che si scandalizza e si schifa, ma un po’ mi imbarazza, che vabè essere espliciti ma così è troppo, e sta cosa mi fa molto ridere. Dopo lo scambio di ieri però non s’è più sentita:
Lei: “Ho voglia di berti…”
Io: “Chi? L’Orietta?”

Peccato non si sia più fatta viva, già pregustavo un bell’incontro a tre io lei e l’Oriettona nazionale.

21. maggio 2005

Discese

A me capitano, delle volte, certe sere come ieri sera. Ieri sera non è che sia successo niente di che, un venerdì come tantissimi altri. Solo che, tante piccole cose, una dopo l’altra, tanti piccoli ingranaggi coi dentini piegati hanno iniziato a dare noie fin dalla mattina presto: però quando queste piccolissime noie ti si presentano le vedi solo tu, gli altri vedono solo che la tua serata prende una piega che vorrebbero raddrizzarti e controllare, che son tuoi amici, ma tu sei bello lanciato in discesa senza casco e freni su questa moto che ogni 5 minuti perde un pezzo e che sembra farlo apposta.
E quando sei certo che l’unico modo di frenare e scendere è andare a letto, arrivare alle 5 del mattino vien lunga. E svegliarsi alle 9, con la faccia che la scambieresti con quella di chiunque altro, non aiuta a ripartire bene.

19. maggio 2005

Risvegli

Entrare in cucina per far colazione, con ancora tanto tanto sonno sulle spalle, e trovare mia madre che sta attaccando delle anatre di ceramica al muro e con voce civettuola dice “Quattro paperette!” non è un bel modo di iniziare la giornata

16. maggio 2005

Quando gli alpini fanno oh

C’è stata, se qualcuno non lo sa, la festa degli alpini a Parma. E io che di fronte a queste sfide non mi tiro indietro sono rimasto a Parma da venerdì fino a stanotte all’una.
Io non ho mai visto niente di simile: Parma sabato sera era un girone dell’inferno. Vorrei poter dire la stessa cosa di venerdì sera ma mentirei, che di venerdì sera ricordo pochissimo, qualche flash qua e là, tipo un vecchietto della Val Trompia che mi versava direttamente in bocca la grappa fatta da lui incoraggiandomi con dei “dai gnaro hop hop!”. Ma sabato che ero un po’ più lucido ho visto delle robe che non ci si può credere, e dire che non è che sono uno che sta sempre in casa, voglio dire, situazioni un po’ estreme mi ci son trovato altre volte. Ma niente come l’altra sera. Il fatto che però insomma scrivere e leggere certe cose fa anche un po’ schifo, facciamo che diciamo che l’umanità non conosce limiti soprattutto verso il basso e sto post finisce qua.

12. maggio 2005

Live for today, gone tomorrow. That’s me.

A prendere e sfogliare i miei giorni e i miei anni, a rileggerli pian piano o anche veloci facendo shffrrrrr con le pagine, cambia poco: c’è un gran casino. Niente di terribile, niente da finire sui tg, niente di eclatante. Solo un gran casino. Tipo come la mia scrivania dopo una botta d’aria corrente. Ma anche tipo come la mia scrivania adesso.
C’è poco da fare: sarai mai felice? m’han chiesto ieri sera, complice il buon vino. Felice sì, spesso e volentieri, soddisfatto non credo (dove l’ho già sentita? Ally MacBeal credo, fa te che citazioni). Ma perchè scappi da tutto? Hai paura? Macchè paura, macchè scappare. Son solo irrequieto, a periodi però. E questo è un periodo di quelli, il più lungo finora. La tua ex dice che avevi paura… la mia ex ha guardato solo sè stessa, con l’arroganza giusta di chi si sente parte lesa. La tua amica dice che non sei un buon amico… lo dice perché non le basta quello che sono e che so darle adesso.
Ho sempre una risposta pronta, io. Spesso son risposte del cazzo. A volte son risposte così pronte che alla fine si contraddicono. Son le risposte del bambino che fa spallucce o dell’anziano che non ci sente.
Con questo brutto vizio di voltarmi indietro mentre corro, a guardare quello che ho lasciato senza vedere il muro contro cui sto andando a sbattere, a gambe belle alte per non inciampare e provando a svoltare ogni tanto, schivandone così qualcuno, di questi muri.
Ma mica tutti, e ti ritrovi per terra col fiatone e un livido in fronte, senza sapere dove stavi correndo e perché. E stupido come la più stupida delle bestie stupide ti rialzi e ricominci a correre.

« Post precedenti