29. marzo 2005

Io, a pasqua

Io vorrei poter essere in grado di spiegare quanto mi annoio io a pasqua. Io a pasqua mi vengon su dei nervosi che ieri ho troncato in due il cellulare, dal nervoso che avevo. Che io col nervoso divento proprio stupido, non nel senso di simpatico ma nel senso di scemo. Io a pasqua sembro un po’ matto, che giro per casa con le braghe della tuta a rovescio e una maglietta che neanche tony manero, che mi metto a letto dopopranzo e provo a dormire che aspetto che venga sera che mi manca un po’ il fiato, a me, a pasqua. E allora mi rimetto a girare e sbrano mezzo uovo, che è lì che me l’han lasciato aperto e tutto rotto che sembra quando lasci il pane sul davanzale per gli uccellini, che se non me lo lasciavano così non l’avrei trovato, e magari neanche cercato.
Che poi, sia chiaro, dico pasqua ma voglio dire anche pasquetta. Anzi pasquetta anche peggio, che io a pasquetta le gite fuoriporta e quelle altre troiate da divertiamoci per forza finisce che prendo a sberle qualcuno, quindi meglio se sto a casa. Poi invece a stare in casa a girare intorno mi sa che sbrocco e allora esco vah, faccio un giro in centro e bevo qualcosa con venedikt. E in centro c’è il delirio: fiumane di gente avanti e indietro per il corso che si muovono in coppie che i morosi escon tutti a pasquetta, sì sì, una quantità di “angeli con un’ala sola” che se non volano abbracciati si smusano ma che guai a parlarsi, a dirsi qualcosa, tutti con sto sguardo vuoto sleccazzando un gelato conquistato dopo un’ora di gomitate che ieri probabilmente è il giorno dell’anno in cui il gelato è più buono, a giudicare dalla quantità di gente ammassata davanti alle gelaterie.
A pasqua ti scappa sentito una dire al di lei compagno “è come se mi trafiggessi il cuore con una lancia”, con la faccia tutta seria e gli occhi grandi grandi, che ti vien paura d’esser finito sul set di Vivere da tanto recita male.
Io poi, a pasqua a vedere il Papa che tò, dì mò qualcosa che ti abbiam messo il microfono davanti e parla un po’ che c’è gente, e che lui ci prova, e che non esce niente, ecco io vorrei andare là e troncarlo in due quel microfono, e prender su il vecchietto e portarlo in montagna e metterlo su una sedia davanti a una casetta e dirgli tò fai un po’ quello che ne hai voglia, guarda il panorama e prega anche se vuoi, ma per il resto siamo tutti a posto così, dì a quelli là che se ne trovino un altro.
Io a pasqua sto bene solo davanti a una boccia di rosso, con un po’ di facce come la mia attorno, che stiam così bene che un po’ cantiamo anche. “La spagnola sa amar così, bocca a bocca la notte e il dì, stretti stretti, nell’estasi d’amooooooorLA’SSPAGNOLASSAAMARCOSI’…”.
Io, a pasqua, son simpatico solo alla sera. Ma mica tanto però.

23. marzo 2005

Macchina da stràfichi

Io quello della pubblicità che ritrova il vecchio amico che lo riconosce e lo saluta, lui un po’ fico, l’amico un po’ sfigato, e a lui tornano in mente le mille disavventure avute con lui in gioventù e poi riparte col macchinone pensando che crescere non è poi così male, ecco, io lui lì lo odio. Che va via col macchinone e pianta lì l’amico ritrovato. Oh, sacco di bulla*, cosa fai il figo con il ferro nuovo? Che se sei sfigato come eri una volta ti dura poco quella macchina lì.

*bulla: s.f. (dial.) segatura. Sacco di – : persona boriosa, maleducata, piena di sè.

21. marzo 2005

Oralscopo

Questo sì che è un oroscopo, perdio!

Un sondaggio recente ha rivelato che sempre più persone fanno sesso orale. Solo negli ultimi tre anni la percentuale è aumentata dal 74 al 79 per cento. Per i membri della tribù dell’Acquario il dato avrà un improvviso picco positivo nelle prossime settimane, insieme al numero assoluto degli incontri erotici in cui sono coinvolte labbra e lingua. In effetti tutte le attività che riguardano il piacere orale porteranno successo e felicità, comprese (ma non solo) mangiar bene, cantare ad alta voce e parlare senza freni. Per risultati extra, provate a combinare due attività: mangiar bene e parlare senza freni, per esempio, oppure cantare e fare sesso orale.

Amici dell’acquario, buona primavera!

20. marzo 2005

La senti questa voce?

Ultimamente giudico quanto ho bisbocciato nel weekend dalla tonalità della mia voce la domenica mattina. Oggi siamo un’ottava sotto il rutto.

18. marzo 2005

Giustizia sommaria

A legger parmachiara che parla di camporella (e qui il 100% dell’utenza maschile ha già cliccato e se n’è andato a veder cosa racconta parmachiara di queste cose) dicevo mi sovviene quando s’era giovini. Da giovane io e la camporella ci davamo del tu, ero il viamichelin.com delle carraie del mio comune e zone limitrofe, un localizzatore antropomorfo di bucolici pertugi, insomma, ci si andava spesso ecco, che toccava fare di necessità virtù.
E succede che una volta eravamo lì, io e quella con cui stavo allora, tutti mezzi nudi che facevamo le nostre cose sul sedile del passeggero, tutto buio attorno, tutt’un po’ appannati i vetri, ma neanche tanto, e non vado mica oltre nei dettagli ma insomma io che son un metro e ottanta o poco più è meglio se sto di sotto e si fa le sporcherie e la situazione si fa caliente e insomma diciamo che si è preso un certo ritmo a un bel momento lei caccia un urlo fortissimo.
Lì per lì mi stimo molto, poi mi viene il dubbio che ok ma a sta maniera si capisce che fingi, poi mi rendo conto che sta guardando fuori. Mi volto e vedo due occhi grandi così fuori dal finestrino che guardano dentro. Urlo anch’io, che io uno spavento così penso di non averlo mai preso. Urla anche lui da fuori. Come però torno in me, ne riesco subito, da me, e voglio fargli male, ma tanto.
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17. marzo 2005

10accapì…

Saltare in sella e partire. Tu e il suo rumore e fanculo il casco, aria nei capelli e via, che con questa stagione mettersi il casco è come andare d’estate a ballare al chiuso. Mi metto anche gli auricolari nelle orecchie e che ne so “Highway to hell”? no magari “Rock you like a hurricane”. Vabbè, poi vediamo, ora bisogna andare. Montagna o mare? Tutti e due, fai la Cisa e scollini e sei al mare. Quanto ci vuole? Voglio metterci metà tempo e al ritorno metà della metà.
A pensarci meglio, forse è un bene che io non abbia una moto.
Vabbè, dicevamo? Ah sì allora se sto tag chiude chiude qui allora il resto del div dovrebbe essere…

14. marzo 2005

Gentegentegente divertente

Attraggo la gente strana, c’è poco da fare. Non faccio nulla per attirare la loro attenzione, non li istigo, non mi sbraccio. Se si è in un gruppo composto da diversi elementi e un soggetto strano forte esterno al gruppo si avvicina, puoi star sicuro che s’attacca a me. Un motivo dev’esserci ma mi sfugge, fatto sta che questo mi porta a conoscere dei personaggi incredibili. Questo pensiero mi viene dopo lo scorso finesettimana a Torino, che siamo andati a trovare il buon Venedikt. E lì ho conosciuto questo mezzoregista di cortometraggi, tifoso del toro, monarco-resurrezionalista, certamente alcolista, profumato no, magro neanche, simpatico, ripetitivo fino alla paranoia. “Guarda che pezzo” indicandomi il pantheon. “Sto ponte è del 1799” indicandomi un ponte. “Là ci sono ancora le mitragliate” indicandomi il muro lungo il Po. “Ho preso tre coltellate” indicandomi lo stomaco. Ogni frase ripetuta almeno 5 volte. Il tutto coronato da dei Dioffà, intercalare, immagino, tipico torinese.
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12. marzo 2005

4

Adesso, visto che stiam messi così, le cose sono due. O dite alla barista di far finta di niente quando le ordino il quarto longisland, e magari chiamare un buttafuori. O mi affiancate un assistente sociale in grado di raccontarmi, il giorno dopo, quello che è successo.

10. marzo 2005

Fumolescenti

L’aria che c’è adesso, in questi giorni, mi ricorda quando ho cominciato a fumare. Io l’odore della primavera che spinge per arrivare in tempo lo abbino anche alle Marlboro rosse. Beh già che bisognava cominciare, meglio cominciare alla grande. Avrò avuto circa 14 anni. Ricordo di non aver fatto fatica, tutti i conati e lo star male di cui sentivo spesso raccontare non mi avevano neanche sfiorato, solo un po’ di fatica a respirare, dovuta probabilmente a una bronchite asmatica che avevo avuto pochi mesi prima.
Brutta, la bronchite asmatica: ogni volta che provavo a riprender fiato dopo un attacco di tosse sembravo un asino a cui strizzano le palle, che io non le ho mai strizzate le palle a un asino, ma secondo me fa quei versi lì. “Forse rimarrà un po’ d’asma” mi disse il dottore: e io ho cominciato a fumare. Un genio. Ma no, è solo che a quell’eta cammini con l’incoscienza che ti sta leggera come un paio di pantofole nuove, e se hai un po’ di fortuna non ti succede niente.
Eravamo un bel gruppetto, quelli che avevan cominciato a fumare tutti insieme, i più bulli buttavan giù l’aria e il fumo e lo ributtavan fuori leggero, che si vedeva che era passato dai polmoni. Magari un po’ lo si faceva uscire dal naso, che era bello coreografico.
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08. marzo 2005

Scivola, scivola e vai via

Non si può essere sempre allegri, sempre in baracca, non si può. Che se lo fai sempre ma proprio sempre vuol dire che c’hai qualcosa che non ci vuoi pensare. E in più fai fatica, diventa quasi un mestiere il divertirsi, arrivi che speri che il lunedì venga alla svelta, così ti riposi un po’. Che anche lavorare, lavori più volentieri, che lavorare aiuta a non pensare, cioè pensi ad altro, e in più ti pagano (mi pago) per questo. Hah, mi pago, ho fatto ridere.
Detto questo, guardiamomi negli occhi, diamomi un taglio e non raccontiamomi cazzate, che è ora.

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