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08 febbraio 2005

All’improvviso uno sconosciuto

Io ho l’ufficio sotto casa. Nel senso che se io dormo al secondo piano l’ufficio è al piano terra. Ci occupiamo di servizi internet rivolti alle aziende (siti, pubblicità, bla bla bla, internetterìa varia insomma). Ieri mattina, dopo la settimana dove ho combattuto contro la morte nel mio letto di sofferenza, son tornato a lavorare piuttosto carico e combattivo, che una settimana così mette persino voglia di lavorare. Il socio non c’era, che la sera prima era in concerto dalle parti di Firenze e quindi è rimasto un po’ a riposo. Dopo cinque minuti che son qui, mentre faccio il punto della situazione, suonano. Guardo fuori. Un omotto alto al massimo un metro e sessanta, cappellino da redneck, faccia bella tonda, sui sessanta anni. Apro la finestra e “mi dica!” domando. “Dovevo scaricare cose da internèt”. Silenzio. Un coyote ulula in lontananza. “Eh!??!?!” gli faccio. “Eh” mi fa. “Aspetti lì un attimo vah…”.
Apro, lo faccio entrare in cortile, gli vado incontro e il signore mi fa vedere un F24, che è uno di quei moduli che si usano per esempio per pagare l’IVA, e mi dice che gli servono dei codici tributo “che c’è scritto che ci stanno sull’internèt e alle poste non ci avevano voglia di trovarmeli, quelli connuti”. E’ nervosetto. Provo a spiegargli, guardi facciam solo servizi per le aziende sitiinternetblablabla, se magari prova in cartoleria, o un consulente del lavoro. “Maggià che sto quà… guardi che abito sopra al veterinario”. Lo guardo con sospetto: quest’ultima affermazione vuole essere una testimonianza di affidabilità o una minaccia di antirabbica? Decido di fidarmi, non tanto per dove abita ma perchè non sembra aver la minima intenzione di andarsene, e se non voglio trovarmelo a tavola a pranzo è meglio se gli scarico tutteccose dall’internèt.
Entriamo in ufficio, si siede di fianco a me, bello comodo pacioccone e guarda cosa faccio senza aprire bocca, con l’aria tipo “dai giovane vediamo se sei davvero capace”. Mi viene un po’ l’ansia da prestazione. Controllo di non avere sitiporni o altre robe aperte in Firefox e mi metto alla ricerca dei suoi codici. Trovo, stampo e gli dò ste 8 paginette di codici tributo. “Tenga, ci si paghi il caffè” mi fa allungando 10 euro. “Guardi no non posso, facciamo che le ho fatto un piacere e siamo a posto così, e cmq ce ne stan 10 di caffè”. Mi branca un braccio con ste manone che non avevo notato, sembran dei guanti gonfiati, mi apre una mano (credo premendo col pollicione sui nervi dell’avambraccio) e mi ci chiude dentro i soldi. “Il lavoro si paga sempre” mi fa. Saluta, e se ne va da dove era venuto, forse da sopra il veterinario, forse da una puntata dei Soprano’s.
Vabbè oh, caffè per tutti.

15 commenti

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1. parmachiara ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 11:53

Tutti voi li avete?

A Roncofritto non s’incontra mai questa bella gente…

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2. utente anonimo ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 12:03

bravo che sei stato a farlo entrare e ad aiutarlo

Carla

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3. utente anonimo ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 12:34

ROTFL! Ecco un modo per farsi un po’ di soldi in tranquillità. Almeno fino a quando a quelli della posta non verrà voglia di lavorare…

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4. micce ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 12:36

una mancetta non fa mai male 😉

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5. dudcheque ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 14:28

ti avevo detto di non aprire bocca con nessuno di questo lavoretto che mi hai fatto.

ora so anche dove abiti.

a buon intenditor…

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6. cofano ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 16:28

@ parmachiara: eh sai più che un paesello è una buca, che finiscon tutti qui…

@ carla: mah era più che altro che a pranzo ci avevo i passatelli in brodo e non volevo condividerli

@ geps: allora diventerò miliardario 🙂

@ micce: sì vabbè, dal mio lavoro mi aspetto altre soddisfazioni 😀

@ dudcheque: stai scrivendo dalla posta? :)))

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7. Clax ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 19:15

Che tenerezza però… ma senti un po’… se ti mando i dati, guardi la mia posta e mi riassumi le più importanti? Che io non ho tempo… tanto tu lavori sull’internèt!!!

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8. _Maxime_ ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 22:57

capisc’indernèt? e allora! ben venga chi si rende conto che mentre si lavora anche la minima perdita di tempo equivale a denaro.

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9. oneforthepot ha scritto il 08 febbraio 2005 alle 23:38

in effetti non son mica molti quelli che partono dal presupposto che Il Lavoro si paga. E insistono pure per pagartelo.

Tientelo stretto l’ometto. E a Natale…Panettone!

🙂

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10. utente anonimo ha scritto il 09 febbraio 2005 alle 13:16

avercene! ZannA

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11. phoebe1976 ha scritto il 09 febbraio 2005 alle 15:56

Vabbè, hai fatto un’opera di bene e hai guadagnato 10 €. Ora, siccome sei ricco sia fuori che dentro, mi regali una borsa di Gucci.

😀

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12. cloee ha scritto il 09 febbraio 2005 alle 16:08

minchià omo d’onnnore è .. paga sempre il lavoro svolto …

ce ne fossero!!! : )

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13. Sleepless ha scritto il 09 febbraio 2005 alle 16:26

non era un mafioso!

era topolino travestito da Soprano’s!!!

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14. kOoLiNuS ha scritto il 13 febbraio 2005 alle 11:57

“Il lavoro si paga sempre”

un GRANDE uomo !!!!
La prossima volta che lo vedi pagagli tu il caffe’. Un uomo che dice quello che ti ha detto e’ una persona rara. 😀

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15. Ludy ha scritto il 24 febbraio 2005 alle 10:34

hai già offerto? perchè con dieci euro magari si poteva comprare parecchia polvere da caffè e gustarcelo tutti insieme, nel tuo ufficio

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