13. gennaio 2005

Smoking criminal

Ieri sera ho avuto modo di sentirmi addosso, per la prima volta, la nuova legge antifumo, che non ero ancora uscito dal 10. E quindi ieri sono andato in enoteca con un po’ di amici: entro e già l’ambiente asettico mi lascia un po’ così, fa strano. Che poi oh, senza l’odor di fumo si sentono gli altri odori, fritto, ascella e così via, e va bene che non è ancora estate e non fa caldo. Ma vabbè, andiamo avanti. Beviamo un po’ e la voglia di un bel paglione comincia a sgomitare, e sapere di non poter accendere un bel niente rende solo la voglia più forte. Finchè non ce la faccio più, mi prendo su e scendo al piano di sotto dove si esce in strada.
Nel percorso verso l’uscita penso alle chiacchiere che mi farò con quelli fuori che, come me, saran lì per una sigaretta al freddo e al gelo. Facciamo community, imprechiamo insieme, intoniamo canzoni sporche dedicandole governo e a sto schifo di legge, inventiamo barzellette sul ministro Sirchia, coloriamotuttiimuricasevicoliepalazzi.
Esco.
Nessuno.
Ma come? Il locale è pieno, saran sessanta persone e le facce son le solite: una volta era un posto fumoso, ora dove sono finiti tutti? Io sto lì, sul marciapiede, da solo con la mia sigaretta, davanti alla vetrina con la gente che volendo mi vede, anzi mi sento gli occhi puntati addosso. E ho freddo. Fanculo vah, cazzo ci avete da guardare? Sto mica squartando un bambino, sto solo fumando una sigaretta e sto crepando di freddo. Fino a ieri eravate tutti lì a far gli sboroni con la paglia all’angolo della bocca, oggi vi sentite così in gamba e splendidi? Non lo siete. Mi sposto un po’ per togliermi da lì davanti, che magari mi sbaglio e non mi guarda nessuno, ma la sensazione è fastidiosa. Passa uno in macchina, mi guarda e sorride. Fanculo anche te, vai. Ma ci arrivo in fondo a sta sigaretta, ormai è una questione di orgoglio.
Finita la spengo e torno dentro dove incontro una mia amica, che mi tira su tutta una storia sul fatto che visto che non si può più fumare allora prova a smettere. Cerco di mollarla alla svelta, che mi girano già abbastanza di mio e non sto lì a spiegarle che piuttosto di smettere di fumare perchè han fatto questa legge mi vendo un rene. Torno su e una al tavolo con me mi fa “Eh ma come puzzi di fumo!”. “SON STATO FUORI A FUMARE, DI COSA DEVO PUZZARE, DI PINO SILVESTRE?!?!”. Tipregosignoredammilaforza. Poi altre chiacchiere e altri discorsi mi distraggono un po’, finchè non mi scappa un occhio fuori dalla finestra, nel punto dove ero io: ci saranno dieci persone tutte con la sigaretta in bocca.
Ora, le cose sono due: o ho dei ritmi tutti miei, che al resto degli altri fumatori vien voglia a tutti nello stesso momento, o sono io che sto sui maroni alla gente.
Oppure è stato tutto un malinteso e cadrà il governo e rifaranno la legge e tutto tornerà come prima anzi magari si potrà fumare anche nei cinema come una volta e legalizzeranno le droghe leggere e l’assenzio avrà ancora quel principio attivo che ti dà la botta e riapriranno le case chiuse che l’iva sulla passera risanerà tutti i conti dello stato e i preservativi saranno gratis e anche le pillole contraccettive e tutto sarà ammmore coi treni in orario le autostrade gratis l’acqua al posto della benzina e tutti sorrideranno e… ok ok, ora mi passa, devo solo calmarmi un po’.