29. dicembre 2004

Vinicio

Che io Vinicio Capossela dal vivo non l’avevo mai visto, o quasi, poi mi spiego. Beh è come me l’aspettavo, proprio con quella faccia lì e quella voce lì. E vabbè non è che ha fatto tante canzoni sue l’altra sera, ci ha messo in mezzo un po’ di roba strana e un po’ di cover, ma lui c’ha quella faccia lì che non è mica facile dimenticarsela. Sbronzo. Sorridente. E ti butta giù una serie di parole con una facilità che pensi che solo quando sei ubriaco ti possono uscire così, che non devi averci nessun tipo di freno per mettere in fila quelle parole in quel modo.

E poi c’ha la giacca con le lucine natalizie, tutto attorno al bavero fino in fondo alle ginocchia, che se gli cade addosso quello che sta bevendo prende fuoco e sarebbe davvero un bell’effetto speciale che se ne compiacerebbe sicuramente anche lui.

E sta lì, e se la canta e se la suona e se la ride che capisci che se anche il locale fosse vuoto sarebbe lì uguale uguale. Allora mi ricordo di quando sono entrato in quel posto, a Parma, quell’enoteca col pianoforte all’ingresso, e c’era lui seduto lì che se la suonava con la stessa faccia. E mi sembra proprio un bel modo di stare al mondo.

“Come sto vivendo il successo? Benissimo, mi fa risparmiare tanti soldi al bar…”