09. dicembre 2004

L’amore ai tempi del blog

Io, se il fatto che ho un blog lo dico a pochi, ho le mie buone ragioni. Dire a qualcuno che hai un blog, se è un blog quasi sempre personale come il mio, allora son casini, che gli dai in mano il tuo passato. E il casino è quando la tua donna è una blogger come te, che lei non è scema e nel suo blog i fatti suoi quando li ha messi li ha sempre criptati, mentre tu, testa semplice, buon ragazzo, li hai sempre messi giù belli chiari e tondi, e le dai in mano una quantità di armi improprie che non avresti mai immaginato. Ti trovi così a dire cose che vengono contraddette da prove scritte, e se provi a insistere esiste anche un link che conferma che dici cazzate. Allora cosa fai? Vai a cercare sul suo blog, qualche appiglio, qualcosa che ti aiuti a controbattere, adessotifacciovedereio, a dire “anche tu”, e non ci trovi niente, e ti senti davvero una testa semplice.

Altre volte il blog non è solo supporto alle sue ragioni, ma anche spunto di discussioni. Basta ravanare un po’ nel passato, e zak! Un buon motivo per intavolare una discussione magari del tipo “ah ma allora sei uno di quelli che fa così!”. E c’hai un bel da fare a dire no ma guarda, ma hai letto male, ma non è detto che faccio sempre così, ma era una licenza poetica, ma iperboleggio, ma non è roba mia era di quando ero posseduto da satana.

E il brutto è che non puoi neanche scrivere post come questo.

Ops.

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