07. settembre 2004

Usciamo? No. Anzi sì.

Ieri sera, uscita con donna. Nel senso, ho conosciuto questa ragazza un po’ di settimane fa e ieri sera ci sono uscito. Era un sacco di tempo che non facevo una cosa così, di chiamare una ragazza vista una sola volta e chiederle di uscire. Chiaro, prima c’è stato uno scambio di sms, poi mi son dato una mossa e le ho chiesto di uscire. La prima volta mi ha detto di no, che aveva già da fare. Ok, messaggio ricevuto, non insisto. Poi il mattino dopo mi ha mandato un sms con scritto una cosa tipo “però ieri sera mi sarebbe piaciuto davvero vederti”. Ok, insisto. E ieri sera siamo usciti.
Mi tiro tutto a nuovo, tutto sbarbatodocciatoprofumato, ed esco di casa. Salgo in macchina dandomi dello scemo che almeno un colpo di spugna potevo darlo, alla macchina, che ormai ci vuole l’antitetanica prima di salire. Parto e in mezzoretta sono sotto casa di lei.
Non me la ricordo benissimo, l’ho vista solo una volta, mi ricordo che è bella, ma non in che modo. La sagoma in controluce del suo corpo davanti alla porta di casa mi fa capire mi ricordo bene. Si avvicina alla macchina, longuette e camiciola leggera, e mi sorride. Poi prima di salire fa: “Ehi ma non l’hai più lavata la macchina da quel giorno al mare?”. Uff, dai, ma non potevi far finta di niente? “Sì sì ma sabato l’ho lasciata in un parcheggio molto polveroso”. Ha pietà di me e non insiste.
Andiamo in un locale a pochi chilometri da casa sua, all’aperto, tutto candele e cuscini. Siamo praticamente due sconosciuti quindi di cose da dirci ne troviamo a pacchi, aiutati anche da una bottiglia di refosco. “Ok, sono ufficialmente ubriaca” dice a un certo punto, si alza e va in bagno. Dall’andatura non sembra, si vede che tiene botta abbastanza bene. Peccato.
Poi quando torna parliamo di quando le ho lasciato il mio numero, che si era incasinata a scrivere il nome e qualche giorno dopo me l’aveva richiesto. Dice “sai ho fatto confusione a scriverlo perchè hai gli occhi verdi”. “E cosa centra?” le chiedo. “Eh stavo scrivendo, poi ti ho guardato negli occhi e quando vedo due occhi verdi io non capisco più niente”. Però. Io ero abituato che sono gli uomini a fare così, mi piace questa cosa. Mi provochi? E io me te magno.
A questo punto la serata prende una piega un po’ diversa, più confidenziale.
Verso mezzanotte decidiamo di andarcene, che deve alzarsi presto. Arrivati sotto casa sua parcheggio e spengo la macchina. Mi tolgo la cintura di sicurezza e mi sposto un po’ girandomi verso di lei. Ci guardiamo intensamente e… “allora ciao buonanotte” prende e va via. Una volta ero seduto a tavola con in mano una brocca piena di acqua e ghiaccio, che per via dell’umidità mi scivola e mi si rovescia tra le gambe. Ecco, ho provato la stessa sensazione.
Alloraciaobuonanotte? Ma come? E quella cosa degli occhi? E le risate? Cioè, ok, mica ti saltavo addosso, mica mi immaginavo già a fumare la sigaretta del dopo, ma alloraciaobuonanotte no!
Mi accendo la sigaretta del niente, faccio manovra e torno verso casa. Mi metto a letto ancora con la faccia dell’acqua ghiacciata sulle balle, the ice-on-balls expression, e arriva un sms: è lei che con un giro di parole dice che spera di rivedermi. A me, certe volte, passa la voglia di cercare di capire. Certe volte mi viene anche il dubbio che non c’è niente da capire. Però ci esco ancora, che alloraciaobuonanotte lo dici a tua sorella.