25. agosto 2004

30mila

Ah ma vè, ho superato i trentamila accessi e non me ne son neanche accorto. Tempo di bilanci dunque. Bè devo dire che non pensavo di resistere così tanto, con questo blog, l’avevo scritto anche nel primo post, e invece sono ancora qua a raccontare di me e dell’attorno a me.
Qualche giorno fa mi è arrivata una mail da una persona che si è letta tutto il blog e non ha potuto non chiedermi il perchè, perchè uno apre un blog, perchè mettere la propria vita in piazza. Beh è soggettivo le ho detto. Che poi non è che ci metto tutta la mia vita qui, solo una parte, quella che mi viene di scrivere, che ci sono cose che non mi vien naturale metterle e allora non lo faccio. Ne parlavo anche poco tempo fa con un’amica alla quale ho chiesto “dì ma secondo te quanto rispecchia me stesso il mio blog?”, lei m’ha detto “solo una parte”. Va bene così.
C’è una bella dose di autocompiacimento nel tenere aperto un blog, le ho spiegato, che fa piacere ricevere complimenti e avere persone che vengono a leggere e se non fosse così proabilmente questo blog sarebbe chiuso da un po’.
Mettere poi in piazza i fatti propri davanti a persone che non si conosce è molto più facile che parlarne con chi ti conosce, e a volte ti trovi a parlare di cose che magari speri che chi ti conosce non le legga mai. E’ per questo che sono molto poche le persone che conosco bene che leggono qui. Che poi puoi solo sperare, che questo è internet, e a volte capita di imbattersi in blog di gente conosciuta (come era successo a me, col blog di un’amica, un po’ di tempo fa), e mica ci si può arrabbiare se capita per puro caso. Se invece so che Tizio ha un blog e faccio di tutto per trovarlo senza che sia lui a darmi l’url allora è una bella bastardata.
Che poi io sono uno che si racconta anche fuori dal blog (a volte fin troppo), di mio non mi dà fastidio parlare dei fatti miei, e tener su un blog per uno così non è un gran sacrificio.
Per di più, con la poca memoria che mi ritrovo, il blog mi serve anche per ricordarmi le cose: tipo se c’è una persona che m’ha fatto star male e adesso mi viene da trattarla bene bene allora ogni tanto mi vado a leggere le cose che scrivevo quando mi faceva star male e mi ridimensiono un po’.
E allora ho spiegato a quella persona che mi ha scritto la mail che non deve sentirsi voyeur, o che cmq è un voyeurismo consenziente, come spiare da una serratura dove chi sta di là sa che stai guardando, e che se le capita di pensarmi come se fossi un amico, anche se non sa il mio nome, a me fa solo piacere, che di amici non ce n’è mai abbastanza.
Ecco come vivo il mio blog al trentamillesimo accesso.