23. agosto 2004

Barbùn

Arriva venerdì e con venedikt ci diciamo “Lo facciamo?”. Famolo. Molto Blues Brothers questa cosa. Prendiamo la macchina e andiamo a passare un finesettimana da barboni in un paesino della Liguria. Da barboni perchè la mia macchina era la nostra casa, il baule il nostro guardaroba e il parcheggio il nostro giardino.
Che poi io son partito mezzo ammalato: sì perchè quando torno da vacanze impegnative come quella che abbiamo fatto in Spagna, nel giro di poche ore dal ritorno cado a letto con febbre, tosse e raffreddore. Stavolta la febbre non l’ho provata, ma tosse e raffreddore ce li avevo alla grande. Li ho trattati a cubalibre, assenzio e altro. Li ho percossi con un paio di feste in spiaggia. Li ho strapazzati con 3 ore di sonno per notte. Li ho finiti con un paio di bagni alle 4 del mattino, sabato e domenica.
Che non eravamo mica solo io e venedikt eh, chiariamolo, che poi la gente dice “ah quei due gay che scrivono su internet…”. C’erano anche altri amici, che ci hanno raggiunti. E sì, c’era anche la biondina, che era già lì. Danni? Tantissimi. Ho un buco nel paraurti dietro della macchina e una riga su quello davanti, una ferita su un dito, ho perso il mio anello. Danni emotivi? Inestimabili.

Marinconia

Oh ma quanto sono nero? Ma nero nero eh, sarà quel po’ di sangue croato che c’ho in circolo che mi aggiunge melanina, ma son proprio nero. Dieci giorni in Spagna e un weekend in Liguria, due ottimi motivi per sentirmi mancare il fiato dalla nostalgia. Vaccaboia io e la mia testa che c’ho sto gusto per la malinconia che non lo gestisco mica. Oh mi vengono i lucciconi a pensare alla spiaggia di Begùr, il posto dove ero in Spagna. E mi vengono i lucciconi a pensare a sto finesettimana in Liguria che è durato più o meno come due settimane, per tutte le cose fatte e le botte emotive ricevute. Già, quando torno dalle ferie sembro un quindicenne col magone.