08. giugno 2004

Spot

Pensavo, ieri a pranzo, guardando la tv: la prima donna che mentre sono in treno mette un assorbente sul bocchettone dell’aria ci dò un pugno.

Europei

Stan per cominciare gli europei. Io non sono malato di calcio, non ci son portato neanche per giocarlo, forse l’ho già detto ma quando si giocava in compagnia finivo sempre in porta con la scusa che avevo giocato a pallavolo, che evidentemente dirmi che col pallone fra i piedi ero inguardabile faceva brutto. Beh dicevo, cominciano gli europei e allora mi ammalo di calcio, mica come i mondiali ma ci cala poco.
Periodo difficile per alcuni miei amici accoppiati, che le loro donne storcono il naso. Già, perchè i loro uomini, me compreso, si trasformano nell’italiano medio che tanto le spaventa, chissà perchè poi: a parte V2 che non ci faceva una piega, anzi a volte voleva vedersele anche lei le partite, si incazzava poi come una bestia quando provavo a spiegarle che era una cosa fra ometti e che lei unica donna non era mica il caso.
Ci si trova un po’ prima, circa un’oretta, a volte si accende la griglia e si buttan su due salsicce, si apre qualche birretta, altre volte si accende la playstation e si gioca la partita che si sta per guardare in tv. Abbiam trent’anni, lo so, qualcosa che non va?
Scatta il rito delle postazioni davanti alla tv, ricordarsi come eravamo seduti l’ultima volta che l’Italia ha vinto: se non ci ricordiamo ci sediamo come viene e poi vediamo come va la partita, sono ammessi scambi di posizione in corso. Tra le cose che l’esperienza ci impone di evitare ricordo: portare la bandiera italiana, fare qualsiasi tipo di previsione sul risultato, cantare l’inno senza mano sul cuore. Già, perchè l’inno lo si canta in piedi, mano sul cuore, a squarciagola. Sè! Abbiamo sempre 30 anni.
Ma la cosa che da 15 anni a questa parte ha sempre portato più sfiga, non me ne voglia ma è così, è la nonna di G. Candida, cara, tenera vecchietta che ci vuole e le vogliamo un gran bene, ma che ogni volta che infila la testa in sala e dice “Alora, ragas, sèmà drè vinser?” (allora, ragazzi, stiamo vincendo?) matematico che prendiamo gol. Da sempre. Non si scappa. Ora G vive con la sua ragazza e la nonna vive da sola, quindi il pericolo non dovrebbe esserci. Salvo visite di cortesia.
Tutto questo accade ogni due anni, europei e mondiali: ragazze dei miei amici non mi sembra il caso di fare tragedie VERO?
Ah, approfitto per mandare per l’ennesima volta afanculo chi ha rubato un grido bello e liberatorio come FORZA ITALIA e l’ha usato per il suo gruppetto di mafiosetti e mi obbliga a dire forzaazzurri che fa pietà.