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12 marzo 2004

WENDY!

Eccoci, nuovo weekend davanti. La nuova grafica del titolo è ispirata alla spinta che ho nei confronti di questo finesettimana che si sta presentando. Sì, qui bisogna avere spinta, altrimenti la bonaccia (da non confondersi con la bonazza, che la spinta lei te la dà eccome) mi rincoglionisce. Quindi su, organizzarsi, uscire, REAGIRE! E mal che vada, spacco tutto. WEEEENDDDYYYYYY!!!!
“Wendy, tesoro, luce della mia vita! Non ti farò niente. Solo che devi lasciarmi finire la frase. Ho detto che non ti farò niente. Soltanto, quella testa te la spacco in due, quella tua testolina te la faccio a pezzi.” (Ascolta, 853Kb)

18 commenti

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1. qoelet ha scritto il 13 marzo 2004 alle 11:19

A volte mi spaventi…

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2. amarcord69 ha scritto il 13 marzo 2004 alle 14:19

io qui ci sono arrivata tramite qoelet.il tuo blog lo trovo un po inquietante…

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3. amarcord69 ha scritto il 13 marzo 2004 alle 14:29

scusa, non il blog, il post, l’ultimo intendo.
ciao

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4. utente anonimo ha scritto il 14 marzo 2004 alle 17:47

Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.Il mattino ha l’oro in bocca.

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5. utente anonimo ha scritto il 15 marzo 2004 alle 10:49

da bambina quando raccontavo qualcosa di inverosimile (tipo: c’é una civetta nel vaso di gerani) mia nonna alzava un mignolino e diceva… se dici una bugia il mignolino se ne accorge.
Che fifa! E non ero ancora mai stata all’overlook hotel! (neanche mia nonna, credo)

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6. utente anonimo ha scritto il 15 marzo 2004 alle 10:50

(cmq c’era davvero la civetta nel vaso di gerani)

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7. cofano ha scritto il 15 marzo 2004 alle 10:55

Sì sì. Certo. Come no. Vengon su che è un piacere, le civette nei vasi di gerani. Hm hm.

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8. utente anonimo ha scritto il 15 marzo 2004 alle 10:58

cofano è vero! l’abbiamo adottata e ribattezzata cirillo. un solo problema a turbare l’idillio: aveva paura di noi, e quando ci avvicinavamo per lasciarle il mangime (la tenevamo sotto il portico) lei si allontanava a razzo; non volava, correva proprio come una gallina… e, ahimé, scagazzava.

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9. cofano ha scritto il 15 marzo 2004 alle 11:11

Magari era una gallina dagli occhi grandi ;)))

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10. utente anonimo ha scritto il 15 marzo 2004 alle 11:13

ci-vet-ta

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11. utente anonimo ha scritto il 15 marzo 2004 alle 11:14

se non ci credi bada che Il mattino ha l’oro in bocca…
😉

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12. cofano ha scritto il 15 marzo 2004 alle 11:18

Ok, ok, civetta. WENDYYYYYYYYYYYYYYYYY

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13. utente anonimo ha scritto il 15 marzo 2004 alle 11:25

varda che se non ci credi racconto di quando ho fatto sedere un cavallo come un cane. altro hit della mia infanzia. (vera anche questa, porca miseria)

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14. cofano ha scritto il 15 marzo 2004 alle 11:45

Mio cuggino, mio cuggino…

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15. utente anonimo ha scritto il 15 marzo 2004 alle 11:52

vavavavavavava, eat the phikis, va.

cmq finisco qui sennò poi sembra checcestoapprovà ma io donna sposata sono, ed elmemarì è fan di kubrick.
vera anche questa, tze.

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16. cofano ha scritto il 15 marzo 2004 alle 11:55

Sè sè, te ci stai provando anche se sei sposata, valà valà ;))) D’altra parte, come darti torto? 8-))))

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17. utente anonimo ha scritto il 15 marzo 2004 alle 12:10

ok, te la sei voluta. ti racconto quella del cavallo sedutosi come un cane sotto la pressione del mio deretano. affinché tu non ti monti la testa devi sapere che la racconto a tutti per presentarmi. (è importante sapersi presentare nella luce migliore, oh). dunque copioincollo:

Io una volta ho fatto sedere un pony come un cane.

Passeggiavo tranquilla su ‘sto brocco.

L’istruttrice: “tira le redini”. Lo faccio. Niente, la povera bestia procede lemme lemme, la testa a penzoloni, stanca dopo aver sostenuto il mio peso per una buona mezz’ora.

L’istruttrice s’incazza: “Tira quelle redini!”

Io mi spavento, mi ribalto sulla sella tirando con tutta la mia forza, la povera bestia *non* si ferma, macché, traumatizzata comincia a rinculare e alla fine si siede sui quarti posteriori.

Giuro. Come un cane.

L’istruttrice: “é la prima volta che vedo una cosa del genere in vent’anni di insegnamento”.

Già allora, per me la frase “datti all’ippica” suonava come una condanna inappellabile.

addio!
🙂

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18. cofano ha scritto il 15 marzo 2004 alle 12:17

Ahahahahah gran bella presentazione

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