Ciclisti
Io mi son sempre chiesto cosa ci prova, mio padre. Ogni strabenedetto finesettimana, che sia sabato o domenica, lui si veste, prende la sua bici da corsa e va. Lo fa da quando sono nato, e non molla, neanche quando s’è rotto un femore ha mollato. Si fa i suoi 50, 100 chilometri, ma magari ultimamente anche meno, ogni volta che va via. E da quando sono nato sento mia madre che gli brontola dietro, che potrebbe portarla a far la spesa invece di andare a pedalare, che potrebbero andare a fare un giro da qualche parte, che potrebbe anche non andare per una volta, che non gli è bastato rompersi una gamba una volta magari vuole rompersela ancora. Lui brontola un po’ sotto i baffi, sale in bici e va. Che piova o che ci sia il sole, lui va. Ha provato, alcuni anni fa, ad attaccarmi la stessa passione, ma non ci è riuscito. Non ci è nemmeno andato vicino a riuscirci. A me i ciclisti mi dan fastidio solo a incrociarli in macchina, sempre in mezzo alla strada, mai una volta in fila indiana. Anche questo è un buon motivo di brontolare per mia madre. Ormai quanti anni avrà? Quasi sessanta. E continua a pedalare. Senza la minima intenzione di smettere. Anzi, con una passione sempre più grande. L’ho capito l’altro giorno, quando facevano un servizio su Pantani e lui lo guardava con le lacrime agli occhi. Non per la tragedia in sè o per un sentimento comune di lutto. Pensavo fosse così, poi gli ho chiesto: “Pà, perchè ti commuovi?”. “Perchè non è giusto che un ragazzo muoia per una cosa della quale io, che giovane non sono, vivo”.
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14 commenti
1.
pandora ha scritto il 19 febbraio 2004 alle 10:06
Tuo papà è un grande. Mica è da tutti avere anche una sola passione così che accompagna x tutta la vita. Mi spiace x la mamma, ma x noi donne(almeno x quelle di una volta) è più “facile” vivere in funzione altrui, senza coltivare spazi che siano solo nostri.
2.
qoelet ha scritto il 19 febbraio 2004 alle 11:54
Ho letto un poco del tuo blog… Complimenti (ione faccio pochi, sono famoso per questo). Scrivi bene e non scrivi solo cagate. E sei di Parma… Chissà se qualche volta ci siamo incrociati!! Auguroni ancora per sabato. Ma a percentuale, quanto ti dai? 80%?
3.
cofano ha scritto il 19 febbraio 2004 alle 14:01
Qoelet, in questo caso ci sono troppe percentuali da calcolare e troppi risultati da valutare. Cmq butta bene (lè, gufata).
Ah, grazie e mille per i complimenti!! Bello tanto anche il tuo blog, ti metto qui nella lista a destra.
4.
qoelet ha scritto il 20 febbraio 2004 alle 09:03
Ciao FO dominator!!!! Ammetto che una bella risata me la sono fatta ieri sera, comunque avevo fiutato giusto… Quando ho un attimo mi leggo tutto il tuo blog! E par dman da sira serca ‘d ferla sigher, cla ragasa!!
5.
cofano ha scritto il 20 febbraio 2004 alle 09:28
A ghè mèl ch’la fag sigher… e s’la siga miga, agh spac un bras! a voj vedor se po’ la siga o no…
))
6.
qoelet ha scritto il 20 febbraio 2004 alle 10:08
E csì sfà… A tsi propria un dominator!! Miga cme chi fighèt ca gira dincò.
7.
pandora ha scritto il 20 febbraio 2004 alle 11:46
Vabbè, ma così non vale! Parlate in codice parmigiano…
8.
cofano ha scritto il 20 febbraio 2004 alle 12:33
Ahahaha Pandora, hai ragione, provvedo a tradurre:
Qoelet: Domani sera cerca di rendere più felice possibile la ragazza che uscirà con te.
Cofano: Farò di tutto per farle passare una splendida serata!
Qoelet: Bravo! Che grand’uomo! Al giorno d’oggi è raro trovarne di simili a te!
9.
qoelet ha scritto il 20 febbraio 2004 alle 17:05
Traduzione vera:
Q: E per domani sera vedi di farla urlare come i maiali quando li sgozzano, quella ragazza.
C: Ci credo bene che la faccio urlare, e se non urla (per via delle dimensioni del mio pene, sottinteso) le spezzo un braccio, poi voglio vedere se urla o no.
Q: Così si fa, sei proprio un dominator! Non come quei fighettini che vanno in giro al giorno d’oggi.
Ma avrò fatto bene a pubblicare the real version? Cosa ne dici Cofano, ti ho fatto una brutta pubblicità?
10.
pandora ha scritto il 20 febbraio 2004 alle 18:11
Non so perchè, ma la Cofano version era troppo poco credibile
Qoelet, ma non dovresti esser timorato/a (?) di dio? Che mi istighi il ragasso alla perversione ed alla violenza?
11.
tonipi ha scritto il 21 febbraio 2004 alle 14:08
la passione per la bici è qualcosa che difficilmente si può capire, soprattutto se non si ha idea di quanta gioia può nascere da una sofferenza controllata e dominata, da quanto sia vitale fare arrivare il cuore a 180 bpm mentre il tuo respiro teso e affaticato scava l’aria depositando bavetta agli angoli della tua bocca fredda.il fatto è che ormai tutti sono furbi, e i furbi essendo dei poveracci sottosviluppati, non potranno mai capire cosa vuol dire provare gioia a fare fatica…..
e per questo che scompariremo dalla faccia della terra
12.
utente anonimo ha scritto il 22 febbraio 2004 alle 20:11
Son tornata. Ancora con qualche ricamino nella pancia, ma sono tornata! E devo dire una cosa sull’argomento Pantani: stando a letto mi son sorbita TUTTE le più infime trasmissioni (perfino Cucuzza!!) compatirlo, ricordare i suoi successi, ecc. Sai che c’è? Non ne posso più…
13.
cofano ha scritto il 23 febbraio 2004 alle 08:30
Bentornata Febbolina! Si è sentita la mancanza, sai? Spero tu stia cmq bene, a parte i ghirigori alla pancia ;-*
14.
qoelet ha scritto il 23 febbraio 2004 alle 11:27
Ricordati, Pandora, che Qoelet è vissuto molto prima della morale cattolica, molto prima… Il concetto di timor di Dio non è sempre stato uguale nella storia. Ma tu queste cose già le sai, ovviamente.