21. dicembre 2003

White&disturbed

Oh, quei bravi ragazzi di White & Disturbed mi hanno pubblicato una vignetta QUI!
Il primo che mi fa notare che c’è un errore ci tolgo il saluto 😛

20. dicembre 2003

Hic!

Avete mai scritto un post da ubriachi? E’ un’esperienza da fare. Io l’ho fatta nel post precedente.

Ma vah?

Me ne rendo conto, sono le ore 4.30 in punto (sempre che una mezz’ora possa considerarsi in punto) e colei la quale ha il diritto di prelazione non si è fatta sentire. Le ho mandato un messagio dove le ho spiegato che volendo può accomodarsi a “fare in culo” (se mi è concesso). Poi ero lì che ballavo, bello stordito da tutta musica tequilalongisland e lei mi vien vicino (lei chi? lei che mi sveglia gli ormoni, da qui a qualche mese)e mi fa io vado a casa. Uh, di già? Ma è presto, dai rimani che ci stiamo divertendo. No no, devo andare. Mi bacia e va. Cazzo, m’ha baciato in bocca. Sarò io un adolescentone di quelli che vanno in escandescenze per poco, ma cristo, m’ha baciato in bocca. E va. Io resto lì, come il re dei pirla, con quel bacio sulla bocca a guardarmi dentro. Com’era? Bello. Bello davvero, sapeva di nuovo, sapeva di ancòra, sapeva di speriamo torni presto, sapeva di chissà quando. Però bello, un bacio così, quando meno te lo aspetti (come una bomba), che arriva a dirti, ehi, tipo, ci sono anch’io. Ehi, tipa, mi sa che siamo in troppi qui. Però grazie ancora una volta, che mi fai star bene.
Adesso vado a paglia (letto) che per stasera ho dato abbastanza. Domani, chissà, comunque ci vedremo. Ah sarai col moroso eh? Eh, cercherò di far finta di niente. Son mica tanto bravo io a far finta di niente. Magari cercherò una scusa per non venire, che forse è meglio. Notte.

19. dicembre 2003

Come una zanzara

Ieri sera c’era un tipo con una faccia strana, in giro per la città, che girava su una macchina grigia come il suo umore. Non voleva mica tanto, voleva solo un posto dove fermarsi e dove sentirsi a casa. E girava, sempre attorno a un punto, visto dall’alto probabilmente sembrava una zanzara attorno a un lampione. Niente di strano, non fosse per il fatto che il lampione era spento. Macchissenefrega, l’importante è girare e tenersi vivi, l’importante è essere sicuri, l’importante è picchiarci la testa contro finchè non si spacca.
Poi decide di telefonare, ma riattaccano. E’ lì che probabilmente la testa s’è rotta. Avrebbe girato attorno al lampione spento fino a mattina, ma non con una cornetta sbattuta in faccia. Sgomma e via dal lampione, che farsi male ok, ti può anche servire, ma sentirsi umiliati no, quindi sgomma e via. Poi arriva un messaggino. Accosta e legge. “Ho bisogno di parlarti. Domani con calma.”.
Calma stocazzo. Via la macchina grigia, via da lì, via via.

18. dicembre 2003

We want your Soul

Finalmente. Era un po’ di tempo che cercavo di darla via, finalmente qualcuno ha pensato a me: We Want Your Soul, Inc.. Mi comprano l’anima. Cavoli me la quotano anche online, proviamo.
Risultato: “La tua anima è valutata £14737. Per la tua tranquillità, sappi che il 62% delle persone ha un anima più pura della tua.” Non avevo dubbi. Mi sa che per far soldi dovrò dar via qualcos’altro, oltre all’anima.

Ancora qui

“Cosa ci facciamo ancora qua?”. E me lo chiedi? Memorizzo ogni angolo di casa tua. Mi chiedo cosa vuol dire quel modo in cui mi guardi. Mi chiedo perchè ogni tanto scappo. Capisco perchè ogni tanto scappo. Cerco un accendino che funzioni. Aspetto che mi dici che ti sei accorta di amarmi. Annuso l’odore della cera delle candele. Ascolto le tue chiacchiere. Prendo per il culo i tuoi amici. Mi incazzo quando mi racconti le balle. Fumo due o tre ultime sigarette. Penso che ci scambian tutti per morosi. Penso che tuo padre sia un uomo saggio. Guardo le luci della città fuori dalla finestra. Aspetto ancora quel bacio. Ricordo quando dormivo lì. Cerco di capire cosa è che fa quel rumore. Ascolto i tuoi cd. Freno ogni mia spinta verso di te. Sistemo i cuscini sul divano. Ti faccio una carezza. Bevo un altro bicchiere di vino. Mi infilo la giacca. Ti abbraccio e vado. Ecco cosa faccio ancora lì: quello che ho sempre fatto.

16. dicembre 2003

Ray

Adoro questa bestiola:

I am Santa Claus

A me, in genere il Natale tende a stare sui maroni. Ho più di una ragione, tipo che non mi fa impazzire andare per negozi a comprare regali per gente a cui magari farei a meno di farlo, oppure perchè c’è aria di ipocrisia, o magari anche perchè poi finito il Natale diventan tutti stronzi come prima. Poi però, in quanto buono come il pane, mi intenerisco e mi faccio prendere da tutto il meccanismo. Tutto però sempre con un po’ di rimpianto per una cosa che avrei sempre voluto fare per Natale e che non ho mai fatto: vestirmi da Babbo Natale. Oh, ognuno c’ha le sue fisse, io ho questa. Ma, signori miei, è arrivato l’anno buono!
Appuntamento al 24 dicembre: dovrò andare a portare i regali a casa di una bimba (che se li stramerita) vestito di tutto punto, panzone e barba bianca. Mi vien l’agitazione solo a pensarci. Dovrò fare un po’ di prove di risate, magari. E se scivolo? O se si stacca la barba? Uff… siam sempre così agitate noi primedonne quando è ora di andare in scena!
Ad ogni modo, mi farò fare una foto e la metterò qui a futura memoria. E poi chissà che finito con la bimba non decida di proseguire verso altre case… attenti però, che di carbone ce ne ho una camionata.

13. dicembre 2003

Che fame

Mi fissi mentre balli eh? Cos’hai da guardare così? Io te l’avevo già detto un’altra volta, di non fare così, che divento pericoloso. Eh lo so, abbiam bevuto. Però, per piacere, smettila di guardarmi così. E di tenermi la mano, grazie. Non la smetti eh? Allora ti racconto che l’altra notte t’ho sognata, e che era un gran bel sogno. E smettila di far finta di arrossire, che tanto qui dentro non si vede. Mi rispondi qualcosa, non ricordo cosa, ma sa di provocatorio. Secondo me gli altri ci stanno guardando, sai? Eh sarà forse perchè tra me e te c’è qualcuno che non è single? Però, che bel modo di muoverti che hai. Ma io ti conosco, ne ho già viste altre come te, e sei il tipo di donna dalla quale preferisco scappare subito. Profumi di guai lontano un chilometro. Se mi lasci la mano riesco ad allontanarmi un po’, ma più faccio per andare e più stringi. No, è inutile che mi parli così vicino (cristosanto davvero troppo vicino), che tanto non ti bacio, qui. Mi limito a sentire il tuo profumo. E poi tu sei bionda, è un altro buon motivo per starti lontano. Sì, mai avuto bionde in vita mia. Eh c’avrò l’Edipo girato. Beh adesso basta, sto posto si sta vuotando, io vado a casa. Ah. E’ vero. Sei in macchina con me. Ti spiacerebbe scendere al volo? Che io lo so che poi se mi fermo c’è il bacio della buonanotte. E mi conosco. Sarebbe bello se ti addormentassi, allora sarebbe tutto più comodo. Ti prenderei in braccio e ti porterei in casa. Poi sarei indeciso, potrei metterti a letto, oppure in cucina, apparecchiare e mangiarti.

12. dicembre 2003

Testimoni

Driiinnn. “Chi è?” “Buoncionno volevamo lasciavvi un documento che palla che un cionno il petrollio finirà, lei lossà vero?” “Certo finirà anche l’acqua” “L’aqqua?” “Sì, l’acqua, non lo sapeva?” “Uh… no… mi invommerò.” “Ma cosa vendete? Macchine a idrogeno?” “No, siamo seguaci di Geova” “Ah. Lo sapete che avete già sbagliato 12 volte la data della fine del mondo?” “…” “E’ ancora lì?” “Cielo posso lasciare il volantino?” “Sì lo metta nella cassetta“.

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