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05 dicembre 2003

Legatelo

Apprendo da un quotidiano nazionale le ultime del nostro On. Min. Umberto Bossi. Deve soffrire della stessa malattia del nostro PdC (no, non pannello di controllo: presidente del consiglio) che quando gli parte l’embolo e gli toppa l’arteria gli volano fuori delle cagate da averci vergogna per lui. Ah, vi ricordo che costui è al governo mentre, per dirne uno, Enzo Biagi è sparito. Questa serie di illuminanti e affascinanti affermazioni è stata proferita pochi giorni fa. E io, con signorile distacco, ve le mostro. Poi, quando tutto andrà a puttane, non dite che non ve l’avevo detto.

  • “Uno lavora una vita e poi diamo la casa al primo bingo bongo che arriva?” (non voglio sindacare sul razzismo che l’uso di un termine del genere mi lascia intuire… ma… voglio dire… ma ti sei visto?)
  • “Questa non è la casa di tutti. Lo Stato-nazione è già debole e gli immigrati costano quanto una finanziaria. E l’immigrazione, ricordiamolo non è un diritto” (qui niente commentino, che non ce n’è bisogno)
  • “Ma il problema è che se tu legittimi il comunismo poi quello figlia.” (Io lo so che questo qui finisce che vuol castrare tutti quelli di sinistra… visto l’andazzo, speriamo nella castrazione chimica, almeno.)
  • “Non vorrei che qualcuno avesse scambiato per remissività, la nostra moderazione e la decisione di stare nel Governo per fare le riforme perchè questa volta o si fa il federalismo, o si torna in pieno alla secessione e sarà secessione dura.” (guarda, umbi, non avevamo dubbi)
  • Arbeit macht frei” (questa l’ho aggiunta io, che non l’ha detta ma certamente l’ha pensata).

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