19. dicembre 2003

Come una zanzara

Ieri sera c’era un tipo con una faccia strana, in giro per la città, che girava su una macchina grigia come il suo umore. Non voleva mica tanto, voleva solo un posto dove fermarsi e dove sentirsi a casa. E girava, sempre attorno a un punto, visto dall’alto probabilmente sembrava una zanzara attorno a un lampione. Niente di strano, non fosse per il fatto che il lampione era spento. Macchissenefrega, l’importante è girare e tenersi vivi, l’importante è essere sicuri, l’importante è picchiarci la testa contro finchè non si spacca.
Poi decide di telefonare, ma riattaccano. E’ lì che probabilmente la testa s’è rotta. Avrebbe girato attorno al lampione spento fino a mattina, ma non con una cornetta sbattuta in faccia. Sgomma e via dal lampione, che farsi male ok, ti può anche servire, ma sentirsi umiliati no, quindi sgomma e via. Poi arriva un messaggino. Accosta e legge. “Ho bisogno di parlarti. Domani con calma.”.
Calma stocazzo. Via la macchina grigia, via da lì, via via.