13. dicembre 2003

Che fame

Mi fissi mentre balli eh? Cos’hai da guardare così? Io te l’avevo già detto un’altra volta, di non fare così, che divento pericoloso. Eh lo so, abbiam bevuto. Però, per piacere, smettila di guardarmi così. E di tenermi la mano, grazie. Non la smetti eh? Allora ti racconto che l’altra notte t’ho sognata, e che era un gran bel sogno. E smettila di far finta di arrossire, che tanto qui dentro non si vede. Mi rispondi qualcosa, non ricordo cosa, ma sa di provocatorio. Secondo me gli altri ci stanno guardando, sai? Eh sarà forse perchè tra me e te c’è qualcuno che non è single? Però, che bel modo di muoverti che hai. Ma io ti conosco, ne ho già viste altre come te, e sei il tipo di donna dalla quale preferisco scappare subito. Profumi di guai lontano un chilometro. Se mi lasci la mano riesco ad allontanarmi un po’, ma più faccio per andare e più stringi. No, è inutile che mi parli così vicino (cristosanto davvero troppo vicino), che tanto non ti bacio, qui. Mi limito a sentire il tuo profumo. E poi tu sei bionda, è un altro buon motivo per starti lontano. Sì, mai avuto bionde in vita mia. Eh c’avrò l’Edipo girato. Beh adesso basta, sto posto si sta vuotando, io vado a casa. Ah. E’ vero. Sei in macchina con me. Ti spiacerebbe scendere al volo? Che io lo so che poi se mi fermo c’è il bacio della buonanotte. E mi conosco. Sarebbe bello se ti addormentassi, allora sarebbe tutto più comodo. Ti prenderei in braccio e ti porterei in casa. Poi sarei indeciso, potrei metterti a letto, oppure in cucina, apparecchiare e mangiarti.