19. novembre 2003

Supramonte

(…) e ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome,
ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme.
Ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano,
cosa importa se sono caduto, se sono lontano.
Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole,
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole:
ma dove, dov’è il tuo amore
ma dove è finito il tuo amore.
(Hotel Supramonte – Fabrizio De Andrè)