10. novembre 2003

Ciao

Ciao, io parto. Sì, torno da lei. Lo so, ancora un addio, ancora una volta. E’ che non respiro più così, mi manco io, io come ero con lei e lei e me insieme, un’unica cosa che separata mi fa mancare l’aria. Pensavo mi sarebbero mancate solo le abitudini, quei piccoli incastri che tante volte fanno credere che sia ancora amore mentre è solo comodità del proseguire senza sforzi. E invece mi sbagliavo, è proprio lei che mi manca. Sì, queste sono le mie valige, questo è ancora un altro viaggio. Ho preso tutto, tutto quello che mi hai dato, quello che ci siamo costruiti, emozioni e calore. Ti ho lasciato quello che ho potuto, quello che son riuscito. E qualche cd.
Il nuovo viaggio, su un percorso che già conosco, non sarà semplice. Ma ora mi sento pronto, mi sento carico, ho la spinta giusta, tutto quello che mi mancava quando, alcuni mesi fa, ho deciso di fermarmi.
Ma resterà una casa, in mezzo alla campagna, piena di colori, e una persona in quella casa, che fa parte di me e che con me parte per il viaggio, perchè quello che sono ora lo devo anche a lei.
Sono un viaggiatore strano, perchè chi viaggia dovrebbe essere abituato ai distacchi, mentre per me ogni volta è una sofferenza. E per soffrire meno io corro.
Sembra un copione scritto da un matematico, dove ogni volta un risultato implica una perdita, senza mezze misure. Ogni volta scegliere vuol dire rinunciare.
Ciao cara amica, ti abbraccio come ogni volta che sono uscito da casa tua, come ogni volta che sono andato via. Ti manderò cartoline, lettere, e un pensiero ogni volta che vedrò una casa in mezzo alla campagna, con una luce accesa.