La fiera
“Ma fuori c’è la festa del paese vado a fare un giro…”
Sè, la festa del paese. Quelle cose dove riempiono il paesello di bancarelle che vendono tutto meno qualunque cosa che possa interessarti, dove ti stipano la piazza di autopista ruotapanoramica aeroplanini calcinculo tagadà. Non posso non fare un giro, perchè comunque del mio paesello e della mia paesanità ne vado fiero, e rivedere un po’ di facce che non vedo da tanto si fa sempre volentieri.
Diobono che freddo che c’è! E infatti non c’è tanta gente da fuori, son quasi tutti indigeni. Mi fa sorridere vedere che c’è gente che si mette ancora il “vestito della festa” quando c’è la sagra, ma in fondo non dovrebbe esserci niente di strano, visto che è una festa. E’ l’idea di mettersi il vestito quello buono che mi fa strano. Bah.
Vedo gente della mia età, alcuni compagni di classe delle medie, oh ma che bello tuo figlio, ma quanto ha, eh no io sono ancora lontano dal metter su famiglia, beh ma vedrai che prima o poi mi faccio fregare, eh il lavoro va bene finalmente, ah guarda casini che non sto qui a raccontarti, va bè dai alla prossima (sagra?), eh lo so ci si vede solo per le feste, no a Natale fuori da messa è difficile che mi ci trovi, stammi bene.
Freddo ne ho preso abbastanza, gente ne ho vista anche troppa, meglio tornare. Ah, dimenticavo, ci sono poche cose al mondo che odio come odio il brucomela.
Bisogna che mi spiegate una cosa: ma perchè su LiveJournal.com sono tutti belli fighetti e interessanti? Io non capisco… forse c’è una buca e cadono tutti lì. Ogni volta che navigo per blog ospitati su LiveJournal trovo qualcuno intrigante, bello, misterioso, affascinante. Qui su Splinder sembriamo una festa di paese e loro un cenacolo di eletti.
Stavo guardando i muratori che lavorano qui sotto. Sono in due, li pago tutti e due ma ne lavora solo uno: come è sta cosa? Cioè, non è solo adesso che ne lavora solo uno ma da quando sono qui, ormai una settimana, che lo scemo non fa niente e l’anziano smartellascartevetraflessibila. Già, quello che non fa niente ha l’occhio spento, tipo mucca al passaggio a livello che guarda il treno che passa. 

