Un altro weekend
Adoro quando ho il finesettimana tutto bello programmato fin dal venerdì. Stasera concertino di gruppetto tributo al grande Rino Gaetano, dopodichè danze balli e scrolli vari. Magari anche strusci, chissà. Cmq, c’è vvoglia di ddance, c’è mmolta vvoglia di ddance.
Toh, il telefono: Oh ciao J. No al Maffia stasera non ci vengo che c’è il concertino che mi interessa al FO. No non mi interessano le amiche della tua morosa. Cioè, sì, mi interessano, ma non così. Dai lo sai che le cose organizzate mi mettono ansia. Piuttosto venite magari voi. Beh vabbè ci sentiamo più tardi.
J torna da Torino ogni due o tre settimane. Sarebbe bello riuscire a vedersi, che lui è uno che ha cose da raccontare, e te le sa raccontare anche bene. Uno di quelli che anche se non avesse cose da raccontare, te le racconterebbe bene lo stesso.
Domani in quanto sabato cazzeggerò tutto il giorno. Per di più pioverà ancora, quindi cazzeggerò il doppio.
Domani sera cenetta dall’amichetta. Nah, non amichetta in quel senso. Amichetta perchè è piccolina. No non piccolina di età. Oh ma sono italiano o cosa?
Cmq verrà messa alla prova con gamberoni gamberetti e affini, vediamo cosa combina. Io poterò il vino, as usual. E tutto questo popò di bella personcina. Mica cotiche.
Domenica, cazzeggio come il sabato, ma già più orizzontale. Mentre al sabato faccio comunque cosette in casa, la domenica mi pianto sul letto, tv, libri, pc portatile e non mi schioda più nessuno.
Domenica sera cena con amica in brutto periodo + J. Serve buon umore, vedrò di procurarne. Con juicio.
Ieri sera, ore 19.00 circa, ho fatto il grande passo: sono andato a correre. Con amico di supporto, più nel ruolo di eventuale rianimatore che di amico. Eppure io ero uno che di sport ne faceva, altrochè. Sport del cazzo perlopiù, nel senso che il salto in alto non è una di quelle discipline che “fanno figo”, quelle sono dal più classico calcio al rugby al basket. Insomma, qualsiasi sport che non centri con l’atletica. Sport, per come l’ho vissuto io, piuttosto sfigato, fatto di primedonne che si credono unti dal signore e allenatori che si credon tutti talent scout. Ero abituato a sport di squadra io (volley), e il passaggio all’atletica è stato un trauma: cazzo lì ti guardan male anche i tuoi compagni di allenamento! E questo alla fine ti fa diventare come loro, non è che se tutti ti guardan male tu puoi continuare a fare il compagnone. E infatti son durato poco in quell’ambiente. E sono convinto di non aver perso niente.
Le parole che non ti ho mai detto sono quelle che non ti immagini. Le parole che non vorresti sentire o che forse non hai mai pensato. Quelle sono le cose che non ti ho detto, che non ti dico e non ti dirò.
Tre long island. Quasi troppi. Sicuramente troppi per continuare la mia astinenza dal fumo: era una settimana che non toccavo una sigaretta e ieri ho ripreso. Tanto, col fumo che c’era là dentro, sigaretta o no, era come se fumassi. Tre long island sono un po’ troppi anche per stare in pace e serenità col mondo: avrò chiesto scusa a 20 persone mentre ballavo… già, non ero dei più statici. Tant’è che poi quando mi sono accorto che stavo passando dal simpatico ubriachello al rompicoglioni mi son tolto e sono andato ad appoggiarmi contro un muro. Facevo ciao con la manina agli altri che continuavano a chiamarmi in pista: sì sì arrivo, prendo un po’ d’aria.
Oggi credo proprio che batterò il recordo giornaliero di accessi. Eh sì, ho ispirato 

