10. settembre 2003

Monselice

Nel caso non lo sapeste (probabile, visto come va l’informazione ultimamente…), ieri a Monselice è successo questo:
http://audio.globalradio.it/audio/2003/09/09_09_03/cacciaalluomo.wmv
e questo:
http://audio.globalradio.it/audio/2003/09/09_09_03/cacciauomo3.wmv
Ricorda niente?

09. settembre 2003

Vogliomi bene

Qui ho letto questo:
Forza Italia non è un partito in senso tradizionale, ma visto che non lo si può chiamare in altro modo lo si definisce tale. In realtà funziona come un comitato elettorale. I candidati vengono selezionati dall’alto. Il partito non sceglie nulla, non è democratico. Persino le tessere contano sono nella misura in cui indicano una presenza. E’ il leader che determina tutto.” by Don Baget Bozzo.
Devo piantarla di farmi venire il sangue amaro in questo modo così barbaro… devo volermi più bene. Per di più stamattina ho ascoltato l’album di Cremonini. E mi è piaciuto.
I need help.

08. settembre 2003

Fossi figo

“Fossi figo frequenterei il locale giusto, fossi figo conoscerei la gente giusta, fossi figo indosserei vestiti trendy, certe volte son dei capi orrendi che a nessuno li rivendi.” (Elio e le Storie Tese).

Ieri sera sono uscito a mangiare una pizza con morosa + amici. Pizzeria che da quel che ricordavo io era rinomata per essere veramente una bettola, frequentata certo non dalla popolazione bene della città. Me la ricordavo così, con bambini che corrono in mezzo ai tavoli urlando (se mai avrò un figlio lo legherò alla sedia quando saremo in pizzeria) e camerieri che sembra che il soffritto di cipolla lo tengano in caldo sotto le ascelle. E mi piaceva per quello, perchè mi ricordava le pizzerie dove mi portavano i miei quando ero piccolo, perchè è uno di quei posti che anche se ti guardi attorno non ricevi occhiate sul genere “cazzo c’hai da guardare?”.

Arriviamo lì, il locale da fuori è sempre lo stesso, sporco male illuminato e coi tavolini di plastica mal lavati. Piacevolmente rinfrancato dall’aspetto esterno che non è cambiato negli anni entro e vengo accolto dal solito profumo di cameriere. Ci sediamo e solo dopo essermi acceso una sigaretta mi guardo intorno.
“Cazzo guardi?” mi dice con gli occhi una fighettina biondina tutta luccicante. Barcollo. Guardo meglio la sua tavolata e mi rendo conto di essere al fianco di quattro elementi da movida magliettati Guru (quella maglietta col margheritone) che lì dentro centrano come il lambrusco con lo yogurt. Chiaramente, il manzo della combriccola aveva le chiavi dell’auto al collo. Impìccatici.

Mentre continuo a squadrarli (“cazzo guardi” bisogna che me lo dici con le parole sennò non capisco) una delle luccicose si fa rifare un calzone che lei sosteneva essere troppo bruciato. A me sembrava a posto. E se è troppo bruciato basta raschiare col coltello.

Tolgo lo sguardo dai quattro splendidi e mi guardo attorno. Barcollo ancora. Nell’altro tavolo a fianco al nostro c’è l’ex candidata sindaco della città, umiliata alle ultime elezioni dall’attuale sindaco in carica. Poveretta. Però cazzo è una parlamentare, e qui dentro una volta i parlamentari se li sognavano.
Nell’altra sala con la coda dell’occhio intravedo alcuni giocatori di serie A.

Mentre guardo di là i quattro margheritoni si alzano per pagare e discutono con la cameriera, credo ancora per via del calzone bruciato, concludendo con “qui dentro non ci vedrete mai più!”. Chiusa la porta alle loro spalle si sente il vaffanculo del cuoco rimbombare dentro al forno. Una pizza al vaffanculo al tavolo 5 grazie!

Il posto sembra essere diventato trendy, ma servizio e prezzi son sempre gli stessi. Non capisco perchè si stiano mischiando queste due cose. E non è la prima volta che ci faccio caso. Ultimamente sembra che più un posto abbia la fama di essere un postaccio e più attiri gente da movida. E’ questa la vera recessione?

“Forse non sono figo, forse no, ma sono bello dentro, voi stranamente mi vivete come un solitario ma a me piace stare con la gente. Io, per piacervi, mi epilerei per tutto il santo giorno come le balle di un attore porno.” (Elio e le Storie Tese).

Piove, capo del governo ladro

Piove, capo del governo ladro

05. settembre 2003

Intervista

Stamattina mi sono svegliato bene. Ho dormito bene e ho passato una bella serata, proprio bella, e sono andato a letto tranquillo. Di conseguenza, mi sono svegliato bene, quando per me è difficilissimo riuscire ad affiancare una buona sveglia a un venerdì mattina.
La colazione è stata abbondante e buonissima, con pane burro e marmellata come quando ero piccolo, e con l’euforia di quando ero bambino ho affrontato i primi minuti di sole.
Poi ho fatto una cazzata, e la giornata non sarà più la stessa. Il weekend non sarà più lo stesso.
Ho letto l’intervista che berlusconi ha rilasciato allo “Spectator”.
Vaffanculo và.

03. settembre 2003

Insegne

Secondo me, nel mio paese, la gente prima di decidere il nome del proprio negozio si droga. Ma di brutto.

Dimenticavo: è un negozio di carne di cavallo, non un sexy shop.

02. settembre 2003

Ampli

Ho comprato l’amplificatore. Finalmente.
Dopo quasi 2 anni che la mia chitarra elettrica mi fissa con quell’espressione che dice “Oh! E allora?” mi son finalmente dato una mossa e ho comprato l’amplificatore. Quei soldi avevo intenzione di spenderli per un tatuaggio, ma un tatuaggio fatto così giusto perchè mi va di farlo non me lo faccio, voglio un buon motivo per farmi un tatuaggio. So già dove me lo farò ma voglio anche un perchè.
Ieri entro in casa con l’intenzione di provarlo subito: apro la finestra e sento giungere dalla casa di fianco alla mia quel rasoio a forma di voce che la mia vicina usa per intonare le sue operette e canzoni di chiesa.
Heh… stai lì, vicina, non ti muovere…
Inserisco la spina.
CLICK.
Cane spostati da davanti all’ampli o ti faccio la messa in piega.
Sparo dalla finestra non so quanti watt di “Anarchy in the UK“.
Butto un occhio e la vecchiaccia barcolla, si aggrappa al davanzale, strabuzza gli occhi, si incazza e impreca e torna dentro sbattendo la finestra.
Uh, povera anziana signora, ho disturbato la sua quiete. ERA ORA! ADESSO TOCCA A ME.

01. settembre 2003

Portachiavi

Ma perchè si appendono tutti le chiavi al collo? Ultimamente ne vedo una marea di gente che va in giro col mazzo di chiavi appeso al collo. Ma cosa mi rappresenta?
Cioè, capisco fossimo in spiaggia, che uno non sa dove metterle, allora va in giro con le chiavi al collo (non voglio sapere dove ha messo il portafogli), ma in giro per strada perchè non usare le buone vecchie tasche?
Forse c’è una ragione che mi sfugge. Aspetto a infastidirmi violentemente perchè forse c’è qualcosa che non so.
Poi se salta fuori che è solo una moda allora vado in cantina e tiro fuori il mio portachiavi col mollone di plastica morbida e vediamo chi è che fa più tendenza.

Lunedìmattina

Io al lunedì mi sveglio bene, carico e in vena di scherzare. Gli altri giorni già meno, ma al lunedì son proprio a mille. E mi alzo subito, anche un po’ prima che suoni la radiosveglia.
Io se fossi negli altri, al lunedì mattina mi starei sui coglioni.

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