30. settembre 2003

Collasso

E’ una mia impressione o la rete sta collassando? Le connessioni sono lente, i server non rispondono, tutta l’Italia al buio, i fax funzionano male. Ma forse il problema è più grave. Berlusconi mi chiama “amico”, il mio cane non ulula più, i muratori mangiano integrale e bevono acqua, i clienti arrivano senza doverli andare a cercare, sono single, mia madre è gentile, la vicina non canta più. Siamo al collasso. Esiste un numero verde?

26. settembre 2003

Idiota

Cazzo, sono un idiota: ma come ho fatto a non accorgermi prima? Dovevo proprio avere gli occhi bendati per non vedere tutti i giorni passati, sprecati, buttati consacrati al niente, a quel continuo trastullarsi della mente escogitando ogni nuovo espediente per ripromettermi sempre la mattina seguente la stessa carota.
Cazzo sono un idiota, ma come ho fatto a non accorgermi in tempo che il mondo intorno si stava trasformando? Mentre invecchiavo non mi stava aspettando, del resto lui non ha mai atteso nessuno: non sono il primo che si sveglia in ritardo, tossendo nel fumo di un locale notturno, tavoli da biliardo e il cantante di turno che giudico già da una nota.
Sono un idiota. Ma come ho fatto a non sentire i messaggi? Quelli che i saggi hanno voluto lasciare e che non erano bottiglie nel mare ma storie, canzoni, dipinti, parole. Anche se non le ho mai trovate da sole ma come ho fatto a non distinguerle al volo? Non mi consolo pensando al domani se adesso sul piano le mani le muovo, ma la testa è vuota.
Tardi, tardi, tardi, è troppo tardi e non mi bastano i ricordi, quando si diventa sordi l’emozione non si sente più. Tardi, tardi, tardi è troppo tardi, ci sono stati troppi sprechi, quando si diventa ciechi la passione non si trova più.
Cazzo, sono un idiota! Ho dato il tempo al cuore di consumarsi ma come mai la mia coscienza dormiva? E’ la catarsi, quella televisiva che ti libera e priva delle tue preoccupazioni e delle tue riflessioni se non ti sai dominare. E non ci sono istruzioni da usare, sono solo evasioni, non si prevedono istruzioni per l’uso.
Cazzo, sono deluso, e mi vergogno di ogni fiamma che ho spento, del primo fuoco che mi bruciava nel cuore e non è vero che non era il momento, che c’è sempre del tempo e che la fiamma non muore. No, non è vero, se ora quello che sento è poco più di un tepore e non mi basta pensare al domani, se ho le mani piene di penne, carta, colori ma la testa è vuota.
Tardi, tardi, tardi, è troppo tardi e non mi bastano i ricordi, quando si diventa sordi l’emozione non si sente più. Tardi, tardi, tardi è troppo tardi, ci sono stati troppi sprechi, quando si diventa ciechi la passione non si trova più.
Cazzo, sono un idiota! Ma come ho fatto a non capire che i danni li avrei pagati tutti pesantemente? Chi mi ha insegnato a dire sempre “la gente”, a pensarmi differente, a chiamarmi fuori come se non facessi anch’io quegli errori, gli stessi, peggiori perfino se guardo al mio ruolo: che sono solo un passeggero del volo e mi credevo pilota. (Idiota – Daniele Silvestri)

22. settembre 2003

La Cisa

Code. Interminabili code. Ho passato così il pomeriggio, ieri, cercando di svalicare la Cisa e tornare a casa. Vaffanculo a chi decide di lasciare i cantieri aperti nel fine settimana. Anche se devo dire che non mi dispiace granchè stare in coda, o almeno non mi innervosisco come tutti gli altri. Tiro giù il finestrino, fumo la sigaretta, faccio la chiacchiera con la macchina a fianco. E poi se c’è una carina si lanciano sguardi e se di là ce n’è allora scatta il gioco dell’elastico, che le due file non si muovono mai insieme, e prima mi allontano io, poi lei ripassa e va avanti lei. Un continuo sorpassarsi e ritrovarsi. Metaforicamente, sono in coda da una vita. Sarà ora di chiudere qualche cantiere?

19. settembre 2003

Passeggiando in bicicletta

Era fresca l’aria ieri sera. Era un po’ che non prendevo la bicicletta per farmi un giro in paese, e visto che non avevo assolutamente voglia di restare in casa, che in sti giorni meno rimango in casa meglio è, ho preso e sono andato. Che non è tanto il problema di restare in casa.
E’ proprio restare nello stesso posto per un po’ di tempo che mi rende irrequieto, quindi appena posso mi muovo, esco, chiamo gente: alcuni capiscono e accorrono, altri non ne hanno voglia o non capiscono e quindi declinano.
Ma non me la prendo, so di non essere il migliore dei compagnoni in questi giorni, so di non essere accondiscendente ed educato, mi rendo conto che tendo allo scazzo e me ne frego di cosa ne possono pensare gli altri. Lo so. Ma va così, e certo non sono in vena di “guardarmi dentro” e “migliorarmi”. Anzi.
Un bel giro al mare nel weekend, con gente che mi conosce pochino, non può farmi che bene, almeno nessuno si aspetterà qualcosa. Poi magari in settimana vado a Londra 😉

16. settembre 2003

Reboot

Uff…. ci vuole pazienza.
Scrivo pochino ultimamente, lo so. Diciamo che sono in fase di reboot. E montando sistema operativo linux fin dalla nascita ci metto una vita: sai com’è… tutti i processi devono ripartire… il controllo periferiche… il firewall… mica facile.
Chiaro che poi una volta partito sono bello stabile. Di solito. Speriamo anche sta volta.

12. settembre 2003

Cagnone

Cosa c’è? Cosa vuoi? Ma che cazzo guardi? Stai in là che puzzi. E’ inutile che fai tutte quelle smorfie. Va via. No non la voglio. Smettila non la voglio. Ecco mettiti lì. Dai vieni qui, valà. Lo so che non vuol dire niente, però vieni qui. Fammi vedere un po’ la bocca. Ne hai perso un altro eh? E’ che sei vecchio. Non serve a niente guardarmi così, sei vecchio e basta. Anch’io invecchio sai? Eh, allora non crederci. Facciamo un giro? Aspettiamo ancora un po’. Fammi un po’ di feste, è il tuo mestiere. Ok, basta così. Hai già il fiatone. Anch’io. Io però fumo. Te sei messo che sembra che fumi più di me. Ne vuoi una? Almeno hai il fiatone per qualcosa. Scherzavo, mica sei una scimmia. E’ l’unica volta che ho visto una bestia fumare. No, avevo visto anche una passera. Su internet. Con una sigaretta infilata. Lo so che non sai cosa è internet. Non sapresti cosa fartene di internet. A volte non so cosa farmene nemmeno io. Dai, guinzaglio. Lo so, ti avevo promesso il giro lungo. Sei sicuro di farcela? Veh che se poi non ce la fai non ti riporto in braccio. Sì, perchè pesi e perchè puzzi. Dai vieni che te lo infilo. No non la voglio la zampa. Se trovo il pirla che ti ha insegnato a darla giuro che gli insegno ad abbaiare. Siam mica al circo. Mi basta che mi fai le feste. Dai, andiamo. E non tirare.

Iracondo

Quando vado a letto con le balle girate mi sveglio che mi girano il doppio. Ma non è casuale, no no. E’ che prima di addormentarmi cerco di fare il punto della situazione, di chiarire perchè mi girano e perchè è giusto che mi girino. Lo faccio per ricordarmelo il giorno dopo, per il semplice fatto che io sono uno che sbollisce i nervosi in 5 minuti.
Mi è successo di andare al letto col nervoso e poi svegliarmi senza ricordare più il perchè, mi son sentito scemo e ho lasciato perdere. Ma mi son ripromesso di usare metodo nelle incazzature.
Quindi prima di prendere sonno mi faccio la lista dei motivi per cui ho le balle girate, subito dopo la lista dei motivi che dimostrano la mia ragione, un due minuti per memorizzare il tutto e poi mi addormento.
Mi sveglio il mattino dopo che mi fumano che è una bellezza.
Chi mi conosce sa che in quelle mattine è meglio girarmi lontano, un po’ per evitare di diventare valvola di sfogo, e un po’ perchè comunque non durerà tutto il giorno.
Anche il mio cane l’ha imparato, mi guarda da lontano e capisce al volo, interrompe la corsa del buongiorno e torna indietro, sapendo che ci saranno momenti migliori. Bravo cane. Stasera giro-pisciata con extension.
(Principio dell’Ira: Non cercare mai di calmare qualcuno che sia al colmo della rabbia.)

11. settembre 2003

Cit.

Non ne voglio parlare tanto, che poi gli si dà troppa importanza. Ma sta volta l’ha detta grossa, grossissima, atomica.

Sì, Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino“.
(Silvio Berlusconi – Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana)

L’ho riletta tante volte, lo giuro. Forse uso una chiave di lettura sbagliata, forse non riesco ad andare oltre. Ma io continuo a vederci una stronzata enorme. Mi fermo qui.

Friends&Women

Donna del mio amico, perchè devi fare così?
Ok, ora vivi con lui, ma perchè devi comportarti così? Già i lunedì gay (quelli tutti pleistescion e rutto libero) non sono più gli stessi, perchè per forza bisogna cambiare registro con in casa una donna, che già la sua presenza rende il lunedì non più gay.
Ma mi va bene, siam mica dei ragazzini, prima o poi doveva succedere, potevo essere io o poteva essere lui (che i pronostici davano comunque per spacciato da alcuni anni). E poi anche io mi sono affezionato a te donna, a volte mi offri anche qualcosa da sgranocchiare o da bere. Si sa, basta poco per farmi affezionare.
Solo alcune cose di te mi urtano in maniera tremenda. Piccole spine sotto le unghie che si muovono quasi ogni volta che ci si incrocia.
Ad esempio quando fingi di non capire qualcosa, evidentemente solo per attirare attenzione, o per fare tenerezza.
O quando hai paura a stare in casa da sola, e allora dobbiamo portarti con noi.
Ma tutte queste son cose a cui passo sopra, capirai, riesco a gestirle.
Ma non dire mai, mai più, nevereanymore, nella tua vita, come hai fatto ieri sull’uno a zero con la Serbia in Serbia, non ti passi mai più per la testa quando ci sono io e in televisione c’è una partita di calcio, di pronunciare la frase “Eh ma tanto vinciamo”. Ho ucciso per molto meno.

10. settembre 2003

Eh


Vino, candele, risate. Stai bene? Da Dio.

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