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28 agosto 2003

Sulle donne

Oh tutte le volte che esco con J finisce che torno a casa col mal di testa.
Noi si parla troppo e su cose che parlarne non cambia obiettivamente nulla. Ieri si parlava di donne. Capirai.
Lui diceva di essere stanco delle donne italiane, specialmente di quelle della nostra città, stanco dei riti delle mosse delle partite a scacchi per conquistarle. Io gli dicevo che è un gioco, che se ti annoi del gioco (o della guerra, dipende dalle volte) è finita.
Lui le vuole come le scozzesi (è appena tornato da un viaggio di consolazione dopo un’operazione di appendicite, a 30 anni… bambinone), che all’approccio non hanno preconcetti, che se cominci a parlare non è detto che te le voglia portare a letto, ma che se tu vuoi e a lei sta bene, ok, l’affare è fatto, si fa. E non son solo le scozzesi ad essere così.
Ok daccordo, hai ragione J, qui è un po’ più difficile perchè spesso solo a provare a parlare ti prendi uno sguardo scocciato che sembra che hai disturbato il papa, ma anche sta cosa del parliamo ci si fa na birra due rutti insieme e se poi va bene si tromba, mi piace mica tanto. Io ho portato avanti tutta sera la teoria della via di mezzo. Che sì ci vorrebbe un po’ più di disponibilità alla conversazione, ma poi anche il gioco (o la guerra) dà le sue soddisfazioni.
J sostiene che il gioco inziale però è la causa della brutta fine di tutte le storie, che lui gioca sparando alto dicendo che lei è la più bella del mondo che come lei non ce n’è nessuna e che poi quando dopo un po’ di tempo smette di dirlo lei gli dice “non sei più quello di una volta” e lui si incazza. J è che tu giochi sporco, ok la captatio benevolentiae, ma così è troppo, così ti tiri la zappa sui piedi da solo. No dice lui, che se non dici certe cose loro non cedono. J fidati che cedono, magari ci metti un po’ di più ma almeno sei sicuro che non devi tenere su il teatrino dei complimenti per tutta la storia.
No dice lui, perchè da noi le ragazze le tirano su male già i genitori, che gli dicono che sono le più belle e che come loro non ce ne è altre, e quindi vogliono sentirselo dire anche da chi deve conquistarle.
J ma ti han tolto l’appendice o t’han fatto la lobotomia? Guarda che non si può mica generalizzare così, che poi voglio vedere se non ti rimetti a giocare (o a fare la guerra) alla prima che ti interessa, e poi mi hai fatto venire il mal di testa.
Birra o altro? Ok, birra.
Eh lo so che le birre qui non san di niente, però J te bisogna che viaggi meno sennò tutte le volte mi vengon due maroni così.

5 commenti

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1. utente anonimo ha scritto il 28 agosto 2003 alle 10:30

sono daccodo con tutti e due cioe’ con te e con j..
pero’ l’importante e’ nn perdere di vist l’obiettivo…. 😀

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2. kairos ha scritto il 28 agosto 2003 alle 14:04

J. forse ha qualche problemino; ci vuole un pò d’equilibrio e di sana fortuna, per non dire altro. E poi odio le smancerie…

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3. pandora ha scritto il 28 agosto 2003 alle 16:35

Il tuo J ce l’ha un’idea della differenza tra corteggiamento e menzogna?Non siam tutte sceme che per accattivare la nostra attenzione ci si devon fare solo complimenti sulla bellezza(io,per esempio, sono anche intelligente,simpatica,faccio l’amore da dea e mi fermo qui perchè son modesta).Però son daccordo con lui quando parla di situazioni che vengon complicate più del dovuto.

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4. cofano ha scritto il 28 agosto 2003 alle 17:13

Il mio J tende a far confusione… poi c’è stata anche tutta una disquisizione sul perchè poi si complicano più del dovuto, sul senso del possesso e affini che ho evitato di postare per eccessiva pesantezza 😉

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5. Chloe ha scritto il 28 agosto 2003 alle 23:25

J mi pare un po’ infantile…una cosa che non sopporto dei maschi è il chiodo fisso nel vedere la parola “sesso” marchiata a fuoco su ogni pezzo di carne con le tette…però la tua etica mi piace*_* mi stai ancora più simpatico adesso!^o^

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