29. agosto 2003

Relax


Ci son delle volte che per star bene basta poco

Strange kisses

Che serata strana quella di ieri.
Torno dalla città al paese seguendo la solita strada. In tangenziale un’auto della polizia ferma dietro a un motorino illumina il poliziotto e il marocchino che si baciano. In piazza il sindaco di sinistra bacia uno per uno tutti i consiglieri di centro destra. Ho visto il becchino baciare l’ostetrica e il macellaio baciare il pescivendolo. Sotto un lampione una prostituta bacia un prete.
Mi sono dovuto fermare un attimo per cercare di capire. E mentre sono fermo, proprio di fianco alla mia auto, un carabiniere sta baciando un disobbediente. Riparto a razzo.
Entrando in paese c’è la mia vicina che bacia suo figlio. Dietro una pianta riconosco Claudio il Secco che bacia la Monicona. Forse è meglio se bevo qualcosa di fresco al distributore automatico del benzinaio, per fermarmi e capire perchè si baciano e perchè sono così felici di farlo. Ma ho paura di vedere il benzinaio che bacia, chessò, un pompiere. Meglio andare, meglio arrivare a letto prima possibile.
Mi stendo nel letto e capisco, è stata tutta colpa mia. Sono stato io il primo a dare un bacio che non andava dato. E io il primo felice di averlo fatto.

28. agosto 2003

A quale film apparterresti?

Cristosanto ma perchè non la pianto di fare sti test?
Ho fatto quello “A QUALE FILM APPARTERRESTI?”

PowerRangeres
Power Rangers Movie!

What movie Do you Belong in?
brought to you by Quizilla

NOOOOOOO I POWER RAGERS NOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!
Mi aspettavo chissà quale titolo… meeerda i pauerrengers….
Avrei preferito uno di questi, giusto per sentire mia la rispettiva frase:

– Matrix “Tu sei l’eletto, Neo”
– Pulp Fiction “Sono Wolf e risolvo i problemi”
– Blues Brothers “Siamo in missione per conto di Dio”
– Toy Story “Sono Buzz Lightyear e vengo in pace”
– Lo chiamavano Trinità “Ehi tu, elegantone!”

Sulle donne

Oh tutte le volte che esco con J finisce che torno a casa col mal di testa.
Noi si parla troppo e su cose che parlarne non cambia obiettivamente nulla. Ieri si parlava di donne. Capirai.
Lui diceva di essere stanco delle donne italiane, specialmente di quelle della nostra città, stanco dei riti delle mosse delle partite a scacchi per conquistarle. Io gli dicevo che è un gioco, che se ti annoi del gioco (o della guerra, dipende dalle volte) è finita.
Lui le vuole come le scozzesi (è appena tornato da un viaggio di consolazione dopo un’operazione di appendicite, a 30 anni… bambinone), che all’approccio non hanno preconcetti, che se cominci a parlare non è detto che te le voglia portare a letto, ma che se tu vuoi e a lei sta bene, ok, l’affare è fatto, si fa. E non son solo le scozzesi ad essere così.
Ok daccordo, hai ragione J, qui è un po’ più difficile perchè spesso solo a provare a parlare ti prendi uno sguardo scocciato che sembra che hai disturbato il papa, ma anche sta cosa del parliamo ci si fa na birra due rutti insieme e se poi va bene si tromba, mi piace mica tanto. Io ho portato avanti tutta sera la teoria della via di mezzo. Che sì ci vorrebbe un po’ più di disponibilità alla conversazione, ma poi anche il gioco (o la guerra) dà le sue soddisfazioni.
J sostiene che il gioco inziale però è la causa della brutta fine di tutte le storie, che lui gioca sparando alto dicendo che lei è la più bella del mondo che come lei non ce n’è nessuna e che poi quando dopo un po’ di tempo smette di dirlo lei gli dice “non sei più quello di una volta” e lui si incazza. J è che tu giochi sporco, ok la captatio benevolentiae, ma così è troppo, così ti tiri la zappa sui piedi da solo. No dice lui, che se non dici certe cose loro non cedono. J fidati che cedono, magari ci metti un po’ di più ma almeno sei sicuro che non devi tenere su il teatrino dei complimenti per tutta la storia.
No dice lui, perchè da noi le ragazze le tirano su male già i genitori, che gli dicono che sono le più belle e che come loro non ce ne è altre, e quindi vogliono sentirselo dire anche da chi deve conquistarle.
J ma ti han tolto l’appendice o t’han fatto la lobotomia? Guarda che non si può mica generalizzare così, che poi voglio vedere se non ti rimetti a giocare (o a fare la guerra) alla prima che ti interessa, e poi mi hai fatto venire il mal di testa.
Birra o altro? Ok, birra.
Eh lo so che le birre qui non san di niente, però J te bisogna che viaggi meno sennò tutte le volte mi vengon due maroni così.

27. agosto 2003

Sangiovese di Romagna Galassi: “Sta fermo qua che te lo dò io il promemoria!”

Il vino m’è sempre piaciuto, lo trovo un buon compagno, basta imparare a starci a tavola. Che poi a me piace rosso e fermo, mica quello frizzante, e io che sto nella patria del lambrusco, che io chiamo amichevolmente “lo schiumone”, a tavola posso risultare un po’ pesante. Ma non perdiamoci in ciance.
Ieri sera ho bevuto. Non troppo, direi il giusto, quanto basta, ad hoc. E son stato bene, altrochè se son stato bene. Non bisogna bere tutto in una volta, non serve tracannare, ti fa stare solo male. Un po’ alla volta, con calma, occorre assaporare, gustare, tenere il sapore anche quando hai finito di bere, gustarsi il colore e i suoi riflessi che brillano della luce morbida delle candele che li creano, appoggiarsi sulle sensazioni e non pretendere altro, non parlare, non dire nulla, non pensare. Oh, ma sto ancora parlando di vino?

25. agosto 2003

Tasto destro

Leggendo questo post di MaxMem mi sono reso conto di quanto anch’io odi il non riuscire a usare il tasto destro in alcuni siti (e blog). Divento una bestia, sulle prime ho sempre l’impressione che si sia rotto il mouse, poi capisco che è stata una cosa fatta volontariamente (a volte non completamente) e allora mi girano le balle… chissà cosa c’è da nascondere nel codice di questa pagina html! Che poi non serve a niente perchè basta fare Visualizza / HTML ed ecco che il txt col codice si apre comunque.
Vabbè, insomma, sotto giramento di maroni ho fatto sto bannerino carino carino che chi vuole esporre lo può fare che non gli chiedo nè soldi nè link.

Rieccomi

Bene, eccomi, abile e arruolato per il ritorno alla vita normale.
Ci ho messo un po’ a decidermi a scrivere ancora qualcosa, un po’ perchè avrei fiumi di cose da scrivere e un po’ perchè c’ho mica tanta voglia, leggasi scazzo pesante. E pensare che la gente lunatica in genere mi sta sui maroni (“Odiamo negli altri qualcosa che odiamo di noi stessi”… meeerda… chi l’aveva detta?).
Fatto sta che son qui, con la macchina ancora da lavare, e se mi dò una mossa è meglio che la salsedine ci fa poco bene alle giunture, ancora da pulire dentro da cartinelattinebottigliettedepliant, con una pila di lavoro da smazzare ASAP, con un cane anche lui da lavare (lo farò insieme alla macchina, son cose da ottimizzare queste, speriamo che il pulivapor non gli dia fastidio…), con un po’ di cene postvacanze da fare (alcune volentieri, altre un po’ meno, tutte questa settimana), un bel po’ di ritmi da riprendere.
Già stasera si ritorna al Lunedì Gay. Cosa è il Lunedì Gay? Noi lo si chiama così, altri gli daranno un altro nome, un sacco di gente son sicuro che lo fa. Non è mica niente di speciale, è semplicemente il lunedì sera che ci si trova dal mio amico G, si attacca la Giocastazione e si gioca a calcio fino a notte inoltrata, circondati di tutte quelle cose che in genere la presenza di una donna limita (non sto qui a elencarle ma è semplice: sei donna e c’è qualcosa che ti dà fastidio del maschio medio italiano? Ecco, noi il lunedì lo si fa. Sei uomo e ogni tanto ti accorgi che non stai facendo qualcosa perchè c’è una donna e non sta bene? Ecco, passa da noi il lunedì).
Già vedo qualcuno mugugnare “ma che tristezza…”, “ma che brutto rapporto con le donne…”, “omosessualità latente”…
HAH!
G tira in porta cazzo, e passami quella birra, e porc********, BURP!, eh ma che odore!, lo sai perchè le donne hanno le gambe?, hai visto la nuova barista? Oh ma son le 2! Dai facciamo l’ultima.

21. agosto 2003

Tornato

Ehi son tornato. E sono a letto con la febbre. Che dire? Meglio attendere..

05. agosto 2003

Partenza

Giorni di distacchi questi. E io sono uno che i distacchi non li sa gestire per niente. L lo sa bene, se ne è resa conto proprio in questi giorni. Già, perchè i distacchi per me sono preludio di nostalgia, e io la nostalgia la gestisco ancora peggio dei distacchi, e credo che L sappia bene anche questo ora. Non capisco bene come li gestisce lei, ma credo sia sua intenzione non farmelo capire fino in fondo.
Anyway, eccomi pronto a partire. Destinazione Croazia. Mi piacerebbe essere in grado di dare indicazioni più precise, ma non lo so neanche io.
So solo che devo guidare fino a oltre il confine croato e poi fermarmi nel primo posto che può sembrare bello a vedersi. Per poi ripartire dopo pochi giorni per fermarmi nel secondo posto bello a vedersi.
Non sono uno fatto per queste vacanze. Sì beh poi mi adatto, ci salto fuori, mi diverto anche, ma non è roba per me. Io sto bene quando so DOVE andrò e più o meno COSA farò. Diciamola tutta: datemi uno (o una?) sdraio, una bevanda fredda e un ombrellone e io resto lì anche un mese.
A me ste vacanze all’avventura non piacciono. Ma alla mia morosa sì, e se voglio andare via con lei devo scendere a compromessi.
Il compromesso è che si fa come dice lei.
Non mi sto piangendo addosso, non mi ritengo in balìa di una morosa dispotica, sono semplicemente cosciente che siamo ferialmente incompatibili e che comunque basta andare via che poi mi adatto. Certo non è la vacanza che dico io. Ah beh ma prima o poi la faccio, magari con un’altra morosa.
Ad ogni modo la Croazia prima o poi la dovevo vedere, visto che lì ci sono un po’ delle mie origini. Già, mia nonna era croata, orgogliosa e fiera delle sue origini, dolce come saranno dolci le vecchiette che incontrerò sull’isola dove è nata. Spero di trovare un po’ di lei nei posti dove vado, e sono sicuro che lo troverò, perchè mi ha fatto crescere parlandomi di quei posti e di quella gente. Non vado per avere nostalgia di lei ma solo per poterla risentire, per un po’, vicina.

01. agosto 2003

Manie

Mi sono accorto così, pensandoci per caso, che ci sono alcune cose che non posso non fare, a volte piccole manie altre volte automatismi non controllabili.
Guardare per aria mentre cammino, dare una pacca in testa al mio cane quando mi passa davanti (si sarà rincoglionito per questo), cercare con lo sguardo una barca se ho davanti il mare, suonare il clacson se incrocio una macchina con su degli sposi, fissare il fuoco per almeno 10 minuti quando ho davanti un camino, curiosare nelle finestre del palazzo di fronte quando ho un palazzo di fronte (voyeur?), controllare se sono strabico quando sono allo specchio (questa mania ce l’ho da poco), muovere la testa con qualunque canzone dei Planet Funk, mettermi scalzo a casa di L, alzare più polvere possibile quando passo in macchina in una strada ghiaiata, arrotolare ogni pezzetto di carta che mi capita sotto le mani, fare due chiacchiere se mi imbatto in qualcuno che pesca (allora ce n’è oggi? Eh sì l’acqua non è più quella di una volta…), almeno una volta al giorno pensare a mia nonna, fare facce stupide se un bambino mi guarda, farmi prendere il mignolo dalla manina di un neonato, baciare chi prova a baciarmi (nei confini dell’eterosessualità), salutare tutti quelli che abitano nella mia via quando li incontro, cantare con Guccini quando metto su il cd.
Ce ne saranno anche altre, quando mi verranno in mente le scriverò.