17. Giugno 2003

Avevano parlato a lungodi passione

Avevano parlato a lungo
di passione e spiritualità
e avevano toccato il fondo
della loro provvisorietà
lei disse “Sta arrivando il giorno
chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà”
e lui sentì crollare il mondo
sentì che il tempo gli remava contro
schiacciò la testa sul cuscino
per non sentire il rumore di fondo della città
Una tempesta d’estate
lascia sabbia e calore
e pezzi di conversazione nell’aria
e ancora voglia d’amore
lei chiese la parola d’ordine
il codice d’ingresso al suo dolore
lui disse “Non adesso,
ne abbiamo già discusso troppo spesso
aiutami piuttosto a far presto,
il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore”
Sentì suonare il telefono
nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì
di averla solo sognata
si domandò con chi fosse e pensò
“è acqua passata”
e smise di cercare risposte,
sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte
ma fuori la notte sembrava appena iniziata
Due buoni compagni di viaggio
non dovrebbero lasciarsi mai
potranno scegliere imbarchi diversi
saranno sempre due marinai
lei disse misteriosamente
“sarà sempre tardi per me quando ritornerai”
e lui buttò un soldino nel mare
lei lo guardò galleggiare
si dissero “Ciao!” per le scale
e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare

(Compagni di viaggio - Francesco De Gregori)

Combinocasinicombinocasinicombinocasini…. fa che no, fa

Combinocasinicombinocasinicombinocasini…. fa che no, fa che no….
Era un po’, un bel po’ che ero tranquillo… poi faccio così non è mica la prima volta, mi tuffo nei casini con le mie mani senza che nessuno me lo chieda. Succede così, mi sveglio un giorno e zak! mi ci trovo dentro come ridere. Ora però son più maturo, sono un ometto, certe cose le affronto con la ragione, mi guardo allo specchio e sono in grado di impormi comportamenti consoni a una persona di una certa età con un certo stile di vita e certi ritmi… merda. Di natura sono uno che si lascia andare, trasportare, che non mi fa mica paura anzi mi piace anche lasciarmi coinvolgere trasportare andare. E’ che di solito atterro male. Non è il volo il problema, è l’atterraggio.
Già, perchè di solito atterro di faccia, e i segni si vedono e li vedono tutti. Atterrassi di culo bene o male riesco a nasconderli, ma in faccia ti vedono tutti, e maschere non ne so portare.
Va bene, è una sfida? Punterò scalcerò urlerò finchè non vinco. Che sennò c’è da farsi male, e non solo per me.