30. giugno 2003

Weekendino al mare

Chesterfield

Uff… un bel uicchend al mare… quello che ci voleva. Son bello rilassato che sembra che sono stato via un mese. Cosa ho fatto? Niente più che mangiare e dormire, molto mangiare e molto dormire. Ho mangiato cose nuove, in posti nuovi, bei posti devo dire. Il tutto però è stato funestato da un imprevisto capitatomi in tabaccheria…. le nuove scritte antifumo sui pacchetti volute dal ministro nerchia… minchia… Sirchia! Ecco, non so se le avete viste, ma ti rovinano la giornata. Quelle scritte che sembrano necrologi…. brrrr…. cioè, lo so che fumare mi fa male, che fa male a chi mi circonda e tutto il resto… però cazzo, c’è modo e modo!

Giuro che non è un fotomontaggio.

25. giugno 2003

Ho recuperato il sonno mancante.

Ho recuperato il sonno mancante. Ci ho messo un po’, ma oggi sto bene. L’altra sera si preoccupavano tutti (oddio, forse preoccupavano è un po’ eccessivo), dicevano che avevo una faccia che sembravo uno straccio: vorrei vedere loro in piedi fino alle sei con mezza boccia di rosso che picchia in giro per il corpo.
Oggi va meglio, lo stomaco accetta quello che gli passo, la testa sembra essere ben fissa sul collo e la temperatura corporea pare nella norma. Sarà. Ma io sto mica ancora tanto bene. Si vede che non è questione di fisico.
Per fortuna che attorno a me la gente continua a farmi divertire e mi distraggo facilmente. Stamattina è saltata fuori di casa la mia vicina, verso le nove, si è messa sul poggiolo in sottoveste e a pieni polmoni ha cominciato a intonare arie di operette che solo lei e gli altri settantenni suoi coetanei conoscono. Mi fa ridere perchè faccio finta che mi piaccia, e più sto lì a guardarla più lei dà l’anima per farmi vedere quanto è brava. E non mi sembra neanche malaccio, a dirla tutta. A pensarci bene, per l’aria soddisfatta che ha nel vedere che qualcuno apprezza vale anche la pena di perdere 5 minuti per farle sto piacere. Chiaro che se lo facesse di domenica mattina il discorso cambierebbe.

23. giugno 2003

Poche altre volte mi è

Poche altre volte mi è capitato di dormire solo 2 ore in una notte. Tipo andare a letto alle 6 e svegliarsi alle 8. Questa notte è stata una di quelle. Son mica portato io per sto genere di ritmi, ho il fisico che mi fanculizza a ogni minimo sforzo, sotto gli occhi ho due calamari color melanzana e il fegato, due minuti fa, è uscito mi ha fissato negli occhi e mi ha chiesto se ho intenzione di campare fino all’anno prossimo.
Ne sarà pur valsa la pena, mi dico. Non lo so, in questo periodo non so niente, mi chiedono “che ora è?” Non lo so! gli rispondo. Se non so niente non so niente. “Come ti senti?” Non lo so!. “Pensi di essere in grado di fare progetti a medio lungo termine?” Boh. “Hai intenzione di fermarti e pensare?” Cazzo ne so.
Se non mi fanno domande è meglio, che il disagio almeno non aumenta, che più domande mi fanno e più mi infastidisco di non avere le risposte.
A me mi basta che mi lasciate qui in disparte, che se ho bisogno ci penso io a chiamare. Sto qui buono buono, con la mia buona dose di fastidio giornaliero, e state pur certi che non dò fastidio a nessuno. Sto qui e penso ai profumi e al cuore che batte. Al momento non serve altro. Se il cuore non batte più rimangono i profumi. Se i profumi finiscono ne cerco degli altri.
I profumi si trovano sempre, io li ho sempre trovati e sono come una specie di segnalibro dei ricordi. A profumo abbino situazione immagine persona così, in un attimo. Profumo zak! persona. Profumo zak! immagine. Profumo zak! situazione. Se non ho un profumo da abbinare a una persona allora il più delle volte vuol dire che quella persona non era mica importante.
Noi smemorati abbiamo dei metodi strani per non perderci le cose per strada.
Manca molto all’ora della siesta? Beh intanto mi appoggio un po’ qui, solo un attimo. Chiudo gli occhi giusto un secondo.

19. giugno 2003

Il mattino ha l’oro in

Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca. Il mattino ha l’oro in bocca.

E fra lo spettacolo dolce

E fra lo spettacolo dolce dell’erba
fra lunghe carezze finite sul volto,
quelle sue cosce color madreperla
rimasero forse un fiore non colto.
Ma che la baciai questo si lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra
ma che la baciai, per Dio, si lo ricordo
e il mio cuore le restò sulle labbra.
– Faber –

17. giugno 2003

Avevano parlato a lungodi passione

Avevano parlato a lungo
di passione e spiritualità
e avevano toccato il fondo
della loro provvisorietà
lei disse “Sta arrivando il giorno
chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà”
e lui sentì crollare il mondo
sentì che il tempo gli remava contro
schiacciò la testa sul cuscino
per non sentire il rumore di fondo della città
Una tempesta d’estate
lascia sabbia e calore
e pezzi di conversazione nell’aria
e ancora voglia d’amore
lei chiese la parola d’ordine
il codice d’ingresso al suo dolore
lui disse “Non adesso,
ne abbiamo già discusso troppo spesso
aiutami piuttosto a far presto,
il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore”
Sentì suonare il telefono
nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì
di averla solo sognata
si domandò con chi fosse e pensò
“è acqua passata”
e smise di cercare risposte,
sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte
ma fuori la notte sembrava appena iniziata
Due buoni compagni di viaggio
non dovrebbero lasciarsi mai
potranno scegliere imbarchi diversi
saranno sempre due marinai
lei disse misteriosamente
“sarà sempre tardi per me quando ritornerai”
e lui buttò un soldino nel mare
lei lo guardò galleggiare
si dissero “Ciao!” per le scale
e la luce dell’alba da fuori sembrò evaporare

(Compagni di viaggio – Francesco De Gregori)

Combinocasinicombinocasinicombinocasini…. fa che no, fa

Combinocasinicombinocasinicombinocasini…. fa che no, fa che no….
Era un po’, un bel po’ che ero tranquillo… poi faccio così non è mica la prima volta, mi tuffo nei casini con le mie mani senza che nessuno me lo chieda. Succede così, mi sveglio un giorno e zak! mi ci trovo dentro come ridere. Ora però son più maturo, sono un ometto, certe cose le affronto con la ragione, mi guardo allo specchio e sono in grado di impormi comportamenti consoni a una persona di una certa età con un certo stile di vita e certi ritmi… merda. Di natura sono uno che si lascia andare, trasportare, che non mi fa mica paura anzi mi piace anche lasciarmi coinvolgere trasportare andare. E’ che di solito atterro male. Non è il volo il problema, è l’atterraggio.
Già, perchè di solito atterro di faccia, e i segni si vedono e li vedono tutti. Atterrassi di culo bene o male riesco a nasconderli, ma in faccia ti vedono tutti, e maschere non ne so portare.
Va bene, è una sfida? Punterò scalcerò urlerò finchè non vinco. Che sennò c’è da farsi male, e non solo per me.

12. giugno 2003

Oggi mi è arrivata una

Oggi mi è arrivata una mail dal Weblogs Award Team che mi diceva, in inglese, di essere stato “selezionato per ricevere il Weblog Award, uno dei più importanti premi del mondo” (cazzo io speravo nel Nobel…).
Ah.
Mi invitano a inserire nel sito lo stemmino del Weblog Award con un link alla loro home page.
Mpf…
Controllo e in effetti sono nella lista dei “premiati” sul loro sito. Mi dicono (non ho voglia di tradurre): “Congratulations on producing a weblog that reflects a very high standard of creativity and originality on the World Wide Web.”
A parte che non mi sembra di vedere tutta sta creatività e originalità nel mio blog…. A weebelogghe auuarde, ma come fate a darmi l’auuarde se non parlate una parola di italiano???
Nel dubbio che abbiate qualche italiano nel vostro team l’immaginetta la appongo… ma mi fido poco. Molto poco. C’è gente che farebbe di tutto per aumentare il proprio PageRank su Google…

11. giugno 2003

Ho dovuto uccidere per una

Ho dovuto uccidere per una donna. Non avrei mai pensato di esserne capace, ma l’ho fatto.
Lei mi è apparsa sotto casa, bionda e bella come quando non te l’aspetti, sono sceso e le ho chiesto di cosa aveva bisogno. Due colpi di ciglia, il profumo giusto, mi ha chiesto aiuto, ed ho ucciso per lei.
E ce ne ha messo di tempo a morire, povera biscia d’acqua.

10. giugno 2003

Non ce l’ho fatta scrivere

Non ce l’ho fatta scrivere subito il giorno dopo. Meglio aspettare almeno 24 ore dall’arrivo prima di scrivere qualcosa, che tre giorni così intensi io faccio fatica a ricordarmene altri.
Ho visto Roma proprio come volevo vederla, sì va bene monumentiforobasilichestatue e tutto il resto, ma anche gente, facce, voci. Era quello che volevo vedere di Roma, i romani quelli veri, quelli delle borgate, le facce della gente di Trastevere, gente che se sei seduto insieme a loro e uno di loro esce con un panino con la mortazza, lo spezza e ne dà un po’ a tutti “perchè se magno io, nun vojo vedè nessuno a bocca vuota”. Gente coi nomi che ti aspetti ma che quando li senti non ti sembra vero: “grazie per il panino: presentiamoci” “piacere, er caciotta”.
Girando poi ho conosciuto Evio, er Sindaco de Trastevere, che l’avevo visto in quella trasmissione in tv sui barboni, allora mi son fermato a salutarlo e a farci un po’ di chiacchiere e gli ho comprato anche i due libretti che ha scritto “questo mi ci fa la presentazione Veltroni fra due settimane, sai tra colleghi ci si dà una mano…”. Finita la chiacchiera se ne è andato a farsi una birretta (un’altra?!?!) in quel locale “dall’amica mia, da la zinnona”. In gamba Evio.
E poi il vino, la pasta cacio e pepe, il ponentino, un fottìo di asiatici, la pajata, Porta Portese, il maritozzaro, americani che litigano (“hey what’s the problem? You got a problem with me? I got no problem with you”… oh tutti uguali gli ammericà quando litigano), modelle, vips… tutto in troppo poco tempo. Urge ritorno. E grazie mic, grazie di cuore.

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