07. maggio 2003

RosaRospa mi ha parlato di

RosaRospa mi ha parlato di Mediterraneo e mi ha fatto venire la nostalgia… non son mai stato un fanatico per queste cose ma io per quel film non c’ho più visto e appena ho potuto (circa due anni fa) sono partito: destinazione Kastellorizo (o Megisti che dir si voglia). Chi mi ama mi segua e la morosa è venuta con me, che poi lei è anche meglio di me ad adattarsi a situazioni scomode e devo dire che il viaggio fatto come l’abbiam fatto è bello scomodo. Bello però uscire di casa alla mattina presto con le valige e solo i tuoi piedi (e un biglietto aereo) per sapere di andare in un posto in culo al mondo. La faccio breve: un’ora di treno per arrivare a Bologna; un’ora e mezzo abbondante per arrivare a Rodi; una notte nel primo alberghetto spusone trovato; un giorno ad aspettare il traghetto in riva al molo; sei ore di traghetto; meta.
Sarà stato che ho visto il film sarà stato che sono uno che ha la lacrima facile ma io quando mi son trovato lì, con l’acqua nera perchè era notte e una luna piena che illumina tutto, con il cimiterino in riva al mare sulla sinistra (nel film si vede quando sbarcano sull’isola), il traghetto avanza ancora lentamente e entra nel minuscolo porto in una piccola insenatura naturale e mi volto a destra e c’è la casa “aggiurra” di Vassilissa e tutte le piccole luci che incorniciano il paesino, beh ho pianto.
Scesi dal traghetto al contrario di tutti i posti turistici della Grecia lì non c’era un cazzo di nessuno ad aspettarci per proporci una casa, allora cosa devo fare amore? Dai mettiti lì con le valigie e fatti anche un pisolo magari che sono le tre, io faccio un giro per vedere se trovo qualcuno. Signora! Miss! Schiusmi! Ev iu got e rum? Ah no spik inglisc… Sta vecchietta non capisce proprio… proverò coi gesti. Ah così sembra capire, mi fa cenno di seguirla. La seguo….. ah signora ma no ma è troppo gentile ma non possiamo, ma questa è casa sua non ci stiamo mica, lei è gentile davvero ma non posso accettare. Ah un po’ d’acqua quella sì grazie l’accetto.
Torno nella piazzetta, mi sistemo per terra, ai piedi della chiesetta, e mi addormento insieme alla mia piccoletta, sotto un cielo che secondo me era finto con le cicale e i grilli e il rumore delle onde.

Le rimanenti due settimane sono state vita di paese, con un po’ di nuotate un po’ di sole, si andava a pescare e poi alla sera al ristorantino se gli porti un tuo pesce te lo cucinano anche. Ed entrare nei ritmi del paesello ci vuole niente, basta dimezzare i ritmi normali, sorridere di più e non guardare la televisione. Appena posso ci torno.

Kastellorizo (Megisti)