30. aprile 2003

Io sono un buono. Io

Io sono un buono. Io son troppo buono. Son così buono che delle volte passo per coglione tanto son buono. E non andrò neanche in paradiso perchè comunque in tutta la mia bontà ogni tanto qualche madonna mi scappa, e il dio delle parole belle non le vuole sentire certe cose. Poi penso che ad ogni modo il mestiere del dio dei bambini buoni è quello di perdonare e allora mi perdonerà e magari un posto per me c’è nel paradiso del dio del pensiero pulito. Poi però ci penso meglio e mi ricordo che spesso ho desiderato, e a volte anche ottenuto, la donna d’altri e allora il dio della fedeltà mi darà una tirata di orecchie e mi farà notare che no no non si fa così. Il dio delle coppie perfette non le vuole proprio vedere certe cose. Per non parlare poi di quando ho litigato col padre e la madre e ho detto loro cose irripetibili: il dio dei figli modello non può sopportare cose così.
Caro dio delle cose di una volta mi sa che se punti così i piedi ci resti da solo nel tuo paradiso della gente che non c’è più. Bisogna che chiudi un occhio, che diventi il dio del perdono assoluto, o perlomeno il dio del condono.