30. aprile 2003

Io sono un buono. Io

Io sono un buono. Io son troppo buono. Son così buono che delle volte passo per coglione tanto son buono. E non andrò neanche in paradiso perchè comunque in tutta la mia bontà ogni tanto qualche madonna mi scappa, e il dio delle parole belle non le vuole sentire certe cose. Poi penso che ad ogni modo il mestiere del dio dei bambini buoni è quello di perdonare e allora mi perdonerà e magari un posto per me c’è nel paradiso del dio del pensiero pulito. Poi però ci penso meglio e mi ricordo che spesso ho desiderato, e a volte anche ottenuto, la donna d’altri e allora il dio della fedeltà mi darà una tirata di orecchie e mi farà notare che no no non si fa così. Il dio delle coppie perfette non le vuole proprio vedere certe cose. Per non parlare poi di quando ho litigato col padre e la madre e ho detto loro cose irripetibili: il dio dei figli modello non può sopportare cose così.
Caro dio delle cose di una volta mi sa che se punti così i piedi ci resti da solo nel tuo paradiso della gente che non c’è più. Bisogna che chiudi un occhio, che diventi il dio del perdono assoluto, o perlomeno il dio del condono.

29. aprile 2003

Io ti amo

Oggi che mi sento romantico butto qui una delle mie poesie preferite di Stefano Benni:

Io ti amo

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l’universo

Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l’incanto
di un solo tuo sguardo

Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sarà ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d’estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

28. aprile 2003

Come son rilassato… bello tranquillo

Come son rilassato… bello tranquillo sì sì. Un po’ di giorni di ferie son stati proprio quello che ci voleva son tornato proprio un ometto nuovo. Certo anche quando vado in ferie poi finisce che succedon delle cose che mi fanno agitare lo stesso ma non c’è paragone col lavoro.
Le cose che m’han fatto agitare lo stesso son stati ad esempio molta gente in autostrada che tiran fuori la macchinina bella pulita dal loro garagino bello ordinato solo quando c’è un po’ di giorni di ferie, e le uniche cose di macchine che conoscon son le gare di formula uno e allora son convinti di esser bravi e di poter far le gare quando mettono il culo fuori di casa. E poi mi devo dispiacere se vi vedo spalmati su un lampione o un platano o un muro? No mi spiace solo se vi vedo spalmati contro qualcuno che non centra niente, ma mi spiace per quell’altro mica per voi schumakerini delle feste.
Mi fanno agitare anche i baristi i camerieri i commessi che sembra che ti fanno un piacere a te essere lì in bar o in negozio, che loro c’han altre cose molto più importanti da fare che stare lì a servire te che c’hai anche la faccia di culo del turista. Quindi non te la prendere lord cameriere principe commesso contessina inserviente se me la prendo con te quando non ti trovo cortese, stupido io a entrare e pretendere di pagarti quello che ti chiedo. La prossima volta lo prenderò e andrò via senza chiederti niente.

Oggi mi han chiesto di scrivere un articolo per un giornale: quale onore! Ma mi avete visto? Ma avete visto come scrivo? Ma volete venderlo ancora quel giornale? Quasi quasi vi chiedo un sacco di soldi così sembra che sono anche uno che scrive robe che si fan pagare quindi vuol dire che questo qui è uno che vale.

24. aprile 2003

Vado al mare, poccio i

Vado al mare, poccio i piedi e torno.

22. aprile 2003

Voglio dedicare un famoso pezzo

Voglio dedicare un famoso pezzo di Albanese, riadattandolo all’occasione, a quello stronzo che la notte prima di Pasqua mi ha rigato la macchina con una chiave scappando poi via in motorino:

CORNUTO! Sappi che quella era la mia macchina…
Le maledizioni ti si attaccheranno al telaio del tuo motorino, sul manubrio e sotto la sella, nel fanale posteriore ed in quello anteriore così che si spenga in una notte tutta buia mentre incroci un grosso TIR guidato da un camionista ubriaco, morto di sonno e per di più inglese e per questo tiene la sinistra… nei freni che ti si staccheranno all’improvviso quando ti accorgerai che la macchina davanti a te ha inchiodato. Una volta compresso e schiacciato nel suo bagagliaio ti sorgerà il dubbio che qualcuno ti abbia maledetto… Io!
Le maledizioni ti si attaccheranno al sellino che salterà via mentre stai salendo al volo e un ferro nel culo ti insegnerà a non mettere più il naso tra i cazzi miei e in più prego madre natura di infradiciarti di grappoli di emorroidi… di farti sputare sangue una mattina appena alzato, di spappolarti gradualmente il fegato, di farti sordo, muto, ma non per sempre, minchia! Che la voce ti venga sporadicamente e per popchi secondi nei quali tu spari delle cazzate immani…
Era la mia macchina, cornutazzo!
T’accechi un occhio e ti renda daltonico l’altro… ti doti di un olfatto dove ovunque tu percepisca solo odore di merda… che ti doti di una gobba e se già ce l’hai, che in questo caso te la accentui, così che l’unica cosa che tu riesca a vedere saranno i tuoi coglioni!
Ed in fine… che uno stormo di piccioni incazzati ti scambino per l’assessore all’ecologia riempiendoti integralmente di scagazzate così che tu debba scappare col tuo motorino però ingolfato di merda…
Buona Pasqua… Cornuto!

Ci son dei giorni che

Ci son dei giorni che son giù ma così giù che mi sto sulle balle da solo da tanto son giù. Delle sfighe una dietro l’altra che secondo me si toccano anche i gatti neri quando passo. E divento pesante eh, altro chè se son pesante: non mi sopporta nessuno.
E oggi è un giorno di quelli.
Però c’è gente che ha stile a non sopportarmi, che non me lo dice mia in faccia, no no, me lo fa capire. Che io sono uno che certe cose al volo non le capisce mica e alla fine divento ancora più pesante.
Certe cose al volo non le ho mai capite nemmeno quando magari qualcuno è evidentemente (dicono gli altri) interessato a me: oh sarò coglione ma non lo capisco. Che poi magari pensandoci dopo, ma molto dopo, allora dico eh sì magari quella là era interessata a me davvero. Tardi eh? Eh sì di solito è davvero troppo tardi.
Ma adesso basta che c’ho un nervoso che magari lo scrivo nel prossimo post perchè c’ho sto nervoso addosso.

18. aprile 2003

Dai che è venerdì dai!!!

Dai che è venerdì dai!!! Ci siamo arrivati c’ho una voglia di uscire di qui che la metà sarebbe abbastanza, che si può mica stare dietro na scrivania davanti a un monitor con un tempo così fuori, dai! A me mi prende questa smania al venerdì che poi è chiaro che finisco coricato sul bancone del locale balordo (“ma daiiii vai in quel postaccio lì? Ma che triste…” Vado dove so che non c’è gente come te.). Che ormai secondo me se al venerdì mollo le scarpe ci vanno da sole fino là.
Quello che non capisco è che fino a un po’ di tempo c’avevo una gastrite che mi bastava guardare una bottiglia di acqua gasata e dovevo prendere un maloox: oh adesso a forza di long island mi sa che l’ho troncata la gastrite.
Va bene esco mi lavo mi vesto ed esco e tutta sera attenziò… concentraziò… ritmo e VITALITA’!

17. aprile 2003

Lo sapevo io… mi sta

Lo sapevo io… mi sta già stretto sto posto qui… vorrei qualcosa di più flessibile… mi sa che me lo rifaccio in proprio il blog.

A me stan sui coglioni

A me stan sui coglioni quelli che non parlano.
Non che io sia un fiume di parole ma cazzo dì qualcosa almeno muoviti! Ieri sera cena fra amici e avevo già il pensiero che ci sarebbe stata quella che non parla. Che lei non parla mai, non dice mai un cazzo.
Sta lì.
Un mangiafumo.
Certo c’hai i tuoi problemi e la vita non è stata buona con te ma diobono fai qualcosa! Puoi mica star lì a sorridere e tossire tutta sera e basta, poi la gente pensa male, pensa che hai qualcosa che non va, mentre io sono convinto che non c’hai niente che non va, solo semplicemente ti pianti. E il ctrl+alt+canc non te l’han dato.
Delle volte mi vien da darti una spinta a vedere cosa fai. Secondo me sbatti per terra e non dici niente. Si può mica stare al mondo così, poi magari finisce che scrivi un blog sul suicidio.
Ecco una bella moda che ho visto tra sti blog che ci viaggio in mezzo da poco però mi sto documentando. C’è un sacco di gente che si vuol suicidare. Anche sta gente mi sta sui maroni. Più del mangiafumo. Se c’hai bisogno di attenzioni apri un blog e scrivici che c’hai bisogno di attenzioni, mica che ti vuoi uccidere. Che secondo me uno che si vuole uccidere davvero ma davvero davvero non lo va mica a scrivere su internet. Ce lo vedo che spegne il computer e si impicca col filo del mouse (porca puttana ce l’ho cordless mi sa che a me mi tocca restare al mondo per un po’).
Che poi dai, ti puoi mica uccidere a primavera.

16. aprile 2003

Gli elicotteri sono un lavoro

Gli elicotteri sono un lavoro che io resto sempre a bocca aperta quando li vedo. Che finchè vanno in su e in giù mi sta anche bene, ma come fanno ad andare avanti indietro devo ancora capirlo. E se non fosse che me la faccio sotto solo a pensarci mi piacerebbe anche farmelo un giro in elicottero, ma io non volo mica… cioè, volare ho volato, ma se non volo mica più è meglio, che le ultime due volte che son salito su un aereo ha fatto dei numeri che è meglio se per un po’ non ci vado mica più sugli aerei.
E non mi devono venire a dire “veh che si muore di più in automobile che in aereo” perchè sta mica in piedi come ragionamento: mettete in giro tanti aerei quante sono le automobili poi vediamo chi muore di più. Che poi la macchina la guido io e se mi vado ad ammazzare son fatti miei, ma l’aereo lo guido mica io e morire perchè un altro non sa mica guidare proprio non mi piace come prospettiva.
E poi l’aereo c’ha tante cose che si possono rompere e quello che chiamano “fattore umano” è troppo importante per una roba che non sta appoggiata per terra: metti caso che quel giorno lì era il giorno di stipendio e il meccanico degli aerei che deve fare le riparazioni o la manutenzione ci han dato meno soldi e c’ha le balle girate e fa male il suo lavoro? Se succede uan roba così al meccanico delle macchine mal che vada rimango a piedi e il giorno dopo glielo vado a spiegare io che non si meritava neanche metà dello stipendio ridotto che c’han dato, ma se succede al meccanico degli aerei ci va mica nessuno a dirgli che è meglio che cambi mestiere.
Tutto sto ragionamento giusto perchè mi è appena atterrato un elicottero davanti a casa, un elicottero dell’elisoccorso. Che tra tutto il tempo che c’ha messo ad arrivare, atterrare, caricare, ripartire secondo me facevan prima a portarlo via con l’ambulanza.
Bisogna che lo scriva da qualche parte, che se sto male voglio andare via in ambulanza. E se mi fanno guidare è meglio.

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